Quando si prega non bisogna rimanere stupiti che il Signore non ci risponda in maniera concreta, perché i cristiani sanno che Lui è presente anche nel dolore, nel rifiuto, nella solitudine, nella gioia… Ovunque e sempre
Tante volte si dice che la preghiera è un “dialogo con Dio”. Eppure, ciascuno di noi ha sicuramente provato una sensazione di frustrazione nel mettersi a pregare, cercando di “ascoltare” la voce di Dio, e non sentire nulla. Perché se la preghiera è un dialogo, e per fare un dialogo bisogna essere in due, come si fa a “pregare da soli”, senza percepire la voce di Dio?
Dio è presente
Un bell’articolo di Aleteia argomenta la risposta, partendo dal presupposto che è normale “essere tentati di pensare che Dio non sia affatto lì”, nella preghiera, e di conseguenza ritenere che non ci risponda. Ma questo pensiero non farebbe altro che indurci fuori strada. Perché, seguendo un ragionamento puramente terreno e razionale, se Dio non risponde forse è inutile pregare o, addirittura, forse Dio non esiste proprio…
Per fortuna, la tradizione della Chiesa ci dice tutt’altro, insegnandoci come si debba accettare il silenzio di Dio, confidando nella sua presenza divina.
Un cuore attento è più importante di molte parole
Lo stesso Papa Benedetto XVI aveva riflettuto su questo argomento durante un’udienza generale, spiegando come i cristiani “sanno bene che il Signore è presente e ascolta, anche nell’oscurità del dolore, del rifiuto e della solitudine”.
Ed è proprio questo ciò di cui spesso abbiamo bisogno: non risposte stereotipate, ma “semplicemente la sua presenza”. Papa Benedetto XVI spiega: “Un cuore attento, silenzioso e aperto – continuava Benedetto XVI – è più importante di molte parole. Dio ci conosce nel profondo, meglio di noi stessi, e ci ama; e sapere questo deve bastare”.
Non si prega per “avere delle risposte”, dunque, ma, come diceva San Francesco Saverio: ti prego “perché sei il mio Dio. Ti amo perché Tu sei Tu”.
Ecco perché non dobbiamo aspettarci che Dio risponda in maniera “udibile” alle nostre preghiera, ma ci deve bastare il fatto di riconoscere semplicemente la sua presenza e riposare, anche silenziosamente, nel suo amore.
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