Elisa e Marco hanno adottato la piccola Myriam, una figlia diventata “faro” per tutta la famiglia, con la sua forza e la sua gioia che hanno superato ogni difficoltà
Il racconto di Elisa e Marco, genitori romani che hanno aperto la loro casa e il loro cuore a Myriam Xue, è una testimonianza luminosa. Il suo nome, in cinese, significa “neve” e, a vederla poco tempo dopo arrivata in Italia, pareva davvero un fiore delicato sbocciato dopo l’attesa. Arrivata in Italia a quasi tre anni d’età, da subito è stata la miccia che ha acceso una gioia incontenibile in tutta la famiglia, la “regina” che ha portato una felicità indescrivibile.
Eppure, nonostante tutto l’entusiasmo che porta con sé, Myriam Xue è segnata da una fragilità che chiede costante cura. L’operazione complessa di palatoschisi interna a cui è stata sottoposta da piccola ha lasciato strascichi. I genitori raccontano di un piccolo buchino che si è riaperto e di una riabilitazione impegnativa per recuperare la masticazione e la parola, a causa della rigidità del palato.
Ma la forza della bambina è per tutta la famiglia un esempio luminoso: “Ha pianto pochissimo anche dopo l’operazione,” – raccontano Elisa e Marco, riconoscendo in lei una tempra e una resistenza fuori dal comune.
La forza della preparazione e il senso della libertà
La saldezza di Marco ed Elisa non è casuale, ma frutto anche della preparazione preadottiva vissuta intensamente. Hanno utilizzato il tempo dell’attesa partecipando con profitto ai gruppi di sostegno di Ai.Bi., accompagnati dalla guida esperta di una psicologa. Un’esperienza che consigliano a tutti, poiché “prepara all’avventura più bella della propria vita!”
“Ciò che sembrava un’apparente perdita o sconfitta per noi come coppia, si è trasformato, grazie all’adozione, in un dono del Cielo che oggi ci ripaga ancor di più. Avere una figlia non è proprietà né un diritto, ma ci rende liberi.”
In un tempo in cui spesso si rivendica il “diritto” ad avere figli, Marco ed Elisa testimoniano che il figlio è un dono che libera dalle aspettative e permette di affrontare le difficoltà con una naturalezza e una serenità che vengono dall’Alto”.
“Adottare un bimbo che ha bisogno di cure mediche è una prova, ma anche un’esperienza che trasforma desideri, priorità e ritmo della vita”
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