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Adozione Internazionale. Ora il passato complicato è solo un bel ricordo di famiglia

Roberta e Marco hanno adottato il piccolo Yan dalla Cina. L’operazione di labiopalatoschisi affrontata all’inizio del loro cammino è oggi una tappa lontana di una vita proiettata al futuro

L’adozione è una cosa meravigliosa. Date sempre fiducia ai vostri figli”. Due frasi molto semplici, ma anche molto vere e sentite, specie se a pronunciarle sono due genitori con una storia non proprio comune (né facile) alle spalle.
Loro sono Roberta e Mauro, genitori del piccolo Yan, adottato in Cina. Un “tesoro, la gioia della nostra vita”, dicono mamma e papà, che poco dopo essere tornati in Italia insieme, come una famiglia, hanno dovuto affrontare la difficile prova di un’operazione: un intervento di labiopalatoschisi, al palato centrale. “È un’operazione impegnativa sotto molti aspetti, anche emotivi” – racconta la mamma. “L’intervento è durato tre ore, un tempo lunghissimo per noi che attendevamo fuori! Eravamo spaventati, ma siamo stati aiutati proprio da Yan: è stato bravissimo”. Ecco perché, settimane dopo, ascoltarlo cantare “coca cola, coca cola” per esercitare il suo palato, con tutta l’allegria possibile, è stata una gioia grandissima.

Un futuro davanti

Ma anche l’esperienza dell’ospedale, per quanto difficile (“Abbiamo dovuto tranquillizzare Yan per farlo dormire bene e ha dovuto imparare a mangiare e respirare in modo diverso”, ricordano i genitori), è stata utile e ha lasciato dei buoni ricordi. Riprende Roberta: “È un’esperienza che rappresenta un passo in più, un’occasione di crescita e avvicinamento reciproco. Durante la convalescenza Yan non si staccava mai da me”.
Non c’è voluto moltissimo, poi, perché tutti questi ricordi non diventassero che il passato, il patrimonio comune di una famiglia costruita sull’amore e l’accoglienza.
Intanto Yan è cresciuto, si è irrobustito, ha iniziato a fare le sue prime amicizie e – sottolineano mamma e papà – ha ben presto “imparato a mangiare con le posate e non vuole più il biberon”.
D’altra parte, che fosse un bambino “d’oro” i genitori lo avevano capito subito: Fin dal primo giorno a Xi’An lo abbiamo conquistato con un biscotto e con il solletico – concludono Roberta e Marco. Yan se la rideva di gusto appena lo sfioravamo”.

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