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In casa, è arrivato… un Angelo

La storia di un’adozione in Cina: il piccolo Fei, di soli due anni, viene accolto con enorme gioia da Cecilia e Giovanni. Dalle preoccupazioni e le iniziali difficoltà, alla “conquista di tutti”, per un futuro pieno di speranza

Il suo nome cinese è Fei. Quello italiano, scelto cercando di rimanere più fedeli possibile (Fei esprime il concetto del volo), è Angelo. Scelta quantomai azzeccata per un bambino che “non è capriccioso ed è buono” – racconta mamma Cecilia. Aggiungendo: “Certo, con il suo carattere”. Come giusto che sia.

Dal pianto a… non staccarsi più dalla mamma

Angelo e i suoi genitori si sono incontrati per la prima volta a Xi’An, in Cina, quando il bambino aveva appena 2 anni. “È arrivato insieme alla sua tata, cui era molto legato e dalla quale non voleva staccarsi  – ricorda papà Giovanni -. Anche la tata piangeva: eravamo tutti molto emozionati. Il bambino sembrava non capire bene la situazione così, quando la tata è riuscita a salutarlo e ad andare via, l’ho preso in braccio e lentamente si è calmato”.
Da quel momento è iniziata una storia d’amore, con il piccolo che ha abbracciato la mamma e non si è più staccato.
“Per circa una settimana non sono più riuscita a metterlo per terra, nemmeno per andare in bagno – dice Cecilia.” Anche il passeggino non era il benvenuto e senza dubbio i primi tempi sono stati faticosi, ma si tratta di una realtà che molte coppie hanno vissuto dopo il primo incontro con i loro figli che, specie se molto piccoli, spesso esprimono sentimenti ed emozioni più con il linguaggio del corpo che con le parole.
Poi… passa: “Se penso a quanto parla ora non ci pare vero! – dicono sorridendo i genitori di Angelo. Anche dal punto di vista fisico, all’inizio era piccolino per i suoi due anni, ma in poco tempo ha recuperato tutto il possibile, quasi come se avesse nuovamente vissuto due anni nell’arco di soli sei  mesi!”

Una continua conquista

C’è anche una spiegazione più scientifica per quanto riguarda Angelo Fei, che alla nascita era stato operato, in Cina, per meningocele. Dopo l’intervento non c’è stato alcun interessamento neurologico, ma un po’ di preoccupazione, come normale, i genitori l’avevano, anche perché nei video mostrati loro prima dell’incontro il bambino non camminava mai.
Oggi, il bambino cammina bene, gioca insieme ai coetanei e si diverte molto. Ha anche imparato da solo a fare le capriole.
Anche l’appetito non manca. Cibo preferito: la pizza. Quando era piccolo, poi, ormai al supermercato lo conoscevano tutti e la fermata d’obbligo era al banco dei salumi e dei formaggi, dove gli davano sempre una fetta di salame e un pezzo di grana.
Insomma, passo dopo passo (letteralmente…) Anglo Fei ha conquistato tutti. E continua a farlo.

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