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Aprirsi all’affido familiare per dare un “dopo” alla tragedia

Alessandro, dopo aver perso la moglie e il figlio Manuel di 5 anni, ha deciso di fare il corso da genitore affidatario: “Non so come sarà… Ma so che da lassù Manuel è felice della mia decisione”

Per Alessandro Ugolini la vita è completamente cambiata la mattina del 5 luglio 2024, quando la moglie Graziana, da tempo sofferente per una forte depressione, si gettò dal tetto del condominio dei genitori portando con sé il figlio Samuel, di soli 5 anni.
Uno di quegli choc dai quali è impossibile potersi mai riprendere del tutto, come lo stesso Alessandro raccontava al Resto del Carlino in un’intervista concessa poco meno di 2 mesi dopo la tragedia: “Vado avanti per onorare Manuel. Quella mattina li ho baciati sulla fronte, due ore dopo sono arrivati i poliziotti a dirmi che erano morti”.

Una nuova possibilità

Eppure, anche di fronte a questa ferita inguaribile, l’uomo ha trovato un modo e una ragione per andare avanti: mettersi al servizio dei bambini, di quelli che – riporta il Quotidiano Nazionale – “hanno famiglie che non possono crescerli come vorrebbero”.
In altre parole: aprirsi all’affido familiare.
Una scelta per nulla facile, come Alessandro racconta allo stesso quotidiano: “Ci ho pensato sopra a lungo, prima di fare questo passo. Poi ho deciso di frequenta il corso per i genitori affidatari e l’ho portato a termine… Dopo la scomparsa di Manuel ho capito che dovevo continuare a vivere per aiutare altri bambini”.
Nel momento il cui veniva intervistato, l’uomo non era ancora stato chiamato per un affido, ma il passo decisivo, ormai, era stato fatto: “Ho dato la mia disponibilità. Vedremo. Manuel mi manca da morire, ho pensato che questa fosse la strada giusta per onorare la sua memoria”.
Non l’unica, perché altre iniziative sono state fatte e si faranno ancora in futuro, ma sicuramente la decisione di rimettersi a disposizione come genitore affidatario è un passo che in pochi scelgono di fare, anche senza avere alle spalle tragedie di questo tipo.

Un futuro tutto da scrivere

Questa scelta, certo, non può cancellare il dolore, ma allo stesso tempo può dare un nuovo senso alle cose: “Quel giorno, insieme a Graziana e Manuel – prosegue il racconto – è come se fosse morta una parte di me. Un dolore troppo grande, con cui dovrò convivere per il resto della mia vita. Purtroppo non si può fare più niente, non si può tornare indietro… E io non voglio aggiungere altro dolore a quello che già sto vivendo”. Ma, conclude l’intervista Alessandro, nonostante sia impossibile immaginare come potrà essere tornare ad avere dei bambini che giocano per casa, una cosa è certa: “Manuel, da lassù, mi guarda ed è felice della mia decisione».

Informazioni e richieste sull’affido familiare

Chiunque volesse approfondire la conoscenza dell’affido familiare e riflettere sulla propria disponibilità a intraprendere questo percorso, può partecipare agli incontri organizzati da Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS. Tutte le informazioni si trovano alla pagina dedicata del sito.

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