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Il Vangelo dell’Accoglienza. Quaresima: tempo opportuno per decidere se cedere alle nostre tentazioni o combatterle con l’aiuto dello Spirito Santo

Domenica 9 marzo (prima domenica di Quaresima) Donatella e Stefano Mazzoli (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Bologna, Regione Emilia Romagna) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 4,1-13)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,1-13)

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Il commento di Donatella e Stefano

Dopo il battesimo, Gesù viene condotto dallo Spirito Santo nel deserto, dove rimane per quaranta giorni privandosi di tutto ciò che non è essenziale; lì non mangia nulla, è affamato e il diavolo ne approfitta per tentarlo. Sono tre le tentazioni di cui ci parla l’evangelista Luca: la prima tentazione, quella del cibo, riguarda il nostro voler possedere le cose e dare la priorità ai piaceri terreni; la seconda tentazione, quella della gloria e del potere, interessa la nostra superbia; la terza tentazione, quella della superstizione nella fede, porta a voler mettere alla prova Dio, aspettandosi sempre qualcosa da lui.
Gesù è nel deserto perché come uomo deve elaborare e scegliere; vive le tentazioni accompagnato dallo Spirito Santo che lo guida nelle risposte e tiene testa al diavolo con la sola forze delle parole.
Le tentazioni ci fanno capire che la nostra vita deve essere vissuta con misericordia, compassione e accoglienza; entrare nel deserto vuol dire voler dare un senso a quello che facciamo, vuol dire guardare la nostra vita, alzare lo sguardo e poter scegliere se cedere alle nostre tentazioni o se combatterle, con il sostegno dello Spirito e della parola di Dio che ci aiutano ad amare e a essere amati.
Questo Vangelo ci fa pensare ai nostri figli e al loro modo di rapportarsi con i loro coetanei. Spesso fanno amicizia con coloro che vivono situazioni problematiche e di difficoltà esistenziali. Queste amicizie influenzano il modo di vivere e pensare dei nostri figli che condividono con loro situazioni di sofferenza e ci hanno portato spesso a vivere periodi di preoccupazione. Queste relazioni ci pongono di fronte delle scelte, che noi come genitori dobbiamo gestire, cercando nella fede e nella parola di Gesù la decisione giusta per il bene dei nostri figli.
A volte, quando affrontare certe situazioni è faticoso e pieno d’inciampi, il nostro agire deve cedere il passo allo Spirito Santo affinché possa operare per noi.

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