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Famiglie adottive: cellule vive di amore

Compito fondamentale della famiglia è quello di educare. Per farlo, deve tornare a essere cellula viva della società degli uomini

Chi ha fatto un’adozione non può chiudersi “a riccio”. Chi ha adottato diventa, bene o male, punto di riferi­mento per altri.
La famiglia adottiva ha senso di essere solo se si impegna a educare il soggetto umano a diven­tare persona in tutte le sue dimensioni.
Occorre rendersi conto che oggi la famiglia da sola, isolata da un contesto sociale e comunitario, non riesce a svolge­re questo suo compito fondamentale di educare: ha biso­gno di aiuto.
Il sistema culturale nel quale si trova a esi­stere chiede alla famiglia di essere produttiva e consumi­stica, riducendola, per i figli, a ruolo di allevatore. Per il resto ritiene che sia struttura privata, anche per l’atto adottivo.
Occorre opporsi a questa tendenza, cercando di uscire dalla sfera del privato per ritornare in un contesto nuovo, a essere cellula viva della società degli uomini, consapevoli che l’abbando­no del minore e altri problemi gravi del disagio della con­dizione umana hanno sempre una causa nella famiglia.

(Marco Griffini)

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