Domenica 23 febbraio (VII domenica del tempo ordinario) Cristina e Fernando Carallo (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lecce, Regione Puglia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 6,27-38)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,27-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Il commento di Elena e Pasquale
Il Vangelo di oggi segue il discorso delle beatitudini. Gesù, con tono autorevole continua: “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano”.
Noi ci chiediamo: come è possibile amare il proprio nemico o fare del bene a coloro che ci odiano? Noi sappiamo ben dividere gli amici dai nemici: i primi vanno beneficiati, i secondi ignorati.
Gesù, però, continua: “A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra: a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica”.
Tutti sperimentiamo quanto sia difficile perdonare chi ci fa qualche torto. Ancora più difficile è perdonare il nemico.
Questo brano evangelico vuole sconfiggere la logica del nemico. A Gesù manca l’idea della vittoria sugli altri a tutti i costi. Egli non vuole sconfiggere nessuno, non ritiene nessuno suo nemico e mai ha accettato la cultura della competitività. Per Gesù non c’è nemico e quindi non c’è l’idea di vincere. Per Lui l’unica grande legge è la misericordia: “Siate misericordiosi, com’è misericordioso il Padre vostro”. Egli per primo ci mostra che è possibile amare i nemici.
Ricordiamoci la scena nell’orto degli ulivi quando chiama Giuda “amico” proprio mentre lo tradisce. È l’immagine più bella dell’amicizia, immagine più chiara delle parole. Se impariamo a seguire il Vangelo non possiamo che usare le armi di Gesù che è “mite e umile di cuore”; Gesù rinuncerà all’uso della spada, si rifiuterà di entrare nel cerchio infernale della violenza che chiama violenza, infatti lo vivrà nella sua passione.
Solo l’amore che crea nuovi rapporti e sorprende l’avversario, può spezzare la spirale della violenza ed eliminare fin dalle radici l’ingiustizia nei rapporti umani. In una decisione di amare tutti in modo disinteressato, non è più l’egoismo il criterio dei rapporti con gli altri, ma la solidarietà che porta alla piena partecipazione e identificazione con la necessità degli altri.
Tutto ciò, secondo noi, è accaduto nel momento in cui abbiamo accolto i nostri figli. L’amore che abbiamo provato per loro ha eliminato fin dalle radici l’ingiustizia subita con l’abbandono. Quella necessità è stata colmata e l’amore vicendevole ha generato il perdono, rendendoci genitori più generosi e pronti a perdonarci le ferite causate dalla sterilità. Nei nostri figli quell’amore ha prodotto il perdono verso coloro che li hanno abbandonati e hanno generato in loro un amore gratuito perché hanno potuto comprendere che, gratuitamente, Dio li ha amati e ha ascoltato il loro grido.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.







