Mercoledì 1 gennaio (solennità di Maria Santissima Madre di Dio) don Massimiliano Sabbadini (Consigliere spirituale de La Pietra Scartata) commenta il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Il commento di don Massimiliano
Il giorno del Capodanno civile è celebrato nella Liturgia della Chiesa come la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Cogliamo un profondo significato in questa coincidenza, forse involontaria (nel calendario ecclesiastico l’anno incomincia con l’Avvento). La Madonna riceve la visita dei pastori nella grotta dove si trova, insieme al Bambino e a san Giuseppe, poco dopo il parto. Possiamo immaginare che non si trattasse di una situazione confortevole. Eppure, l’unica annotazione del vangelo che riguarda Maria è quella che “da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”.
Noi spesso riteniamo che “meditare” sia un’operazione che possiamo aggiungere al nostro quotidiano solo quando siamo risparmiati dalle incombenze urgenti, necessarie, incalzanti, che tolgono il tempo a tutto il resto.
Invece la “Madre di Dio” ci testimonia il primato della dimensione contemplativa: agisce solo a partire dall’ascolto profondo della rivelazione divina, nella disponibilità incondizionata a seguirne le vie misteriose e nel coraggio di attuare concretamente quanto la Parola di Dio le ha suggerito.
Nelle nostre famiglie il modo davvero nuovo di iniziare i giorni dell’anno che vivremo può essere, allora, quello di aprire e tutelare spazi di silenzio, momenti attivi e intensi nei quali custodire la grazia del vivere insieme e della comunione che il Signore sa realizzare tra noi ben al di là delle nostre capacità. Sia la Parola di Dio a narrare la nostra piccola grande storia, quella di chi si fida di Dio fatto carne tra di noi e a Lui si affida con tutto il cuore.
Buon anno, ogni giorno, con Gesù!
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