Dalla Siberia all’Italia, il viaggio di Andrej all’interno di una famiglia nella quale si è subito sentito accolto come figlio. Tanto che appena è salito in auto, lasciando il suo istituto, ha iniziato a sorridere e cantare!
Pensare di passare nel giro di un giorno da una remota zona della Siberia alla provincia di Varese potrebbe creare non poche ansie a chiunque sia sempre vissuto lì. Invece, per una di quelle “magie” che solo l’adozione sa dare, il giovane Andrej è partito con il sorriso sulle labbra ed è arrivato in Italia con un sorriso ancora più grande.
Una storia bellissima
Tutto si era messo sui migliori binari fin dal primo incontro, quando i “nuovi” genitori, dopo un volo di 4 ore da Mosca, sono finalmente arrivati nell’istituto in cui Andrej viveva, in una zona sud occidentale della Siberia. “Il primo incontro è stato un colpo di fulmine per tutti – ricorda mamma Roberta – . Non sapevamo cosa potesse succedere ma alla fine è andato tutto benissimo e il bambino era sereno, tanto che alla tata, quando siamo ripartiti per l’Italia, ha detto: Finalmente sono arrivati i miei genitori!“.
Forse un po’ più complicato è stato attendere il tempo necessario affinché tutto fosse pronto per arrivare davvero in Italia. Ma, anche questa volta, è andata bene. Anzi, la sorpresa è stata di scoprire che il migliore amico di Andrej era stato adottato anche lui, da una famiglia che abita a una decina di chilometri: “Così i bambini continuano a vedersi e a volersi bene” – aggiunge la mamma.
D’altra parte, il fatto di vivere l’adozione confrontandosi e circondandosi di una rete di famiglie adottive è fondamentale, a partire da quelle incontrate durante la formazione: “Consigliamo a tutte le famiglie che vogliono adottare di restare unite e confrontarsi – spiegano i genitori di Andrej. Per noi è stato utilissimo, sia prima di incontrare Andrej che dopo, tornati a casa”.
Resta solo la gioia
Certo anche Andrej ci ha messo molto del suo: si è adattato molto velocemente a parlare italiano e lega facilmente con chiunque. In più, è adorato da nonni e zii anche perché è il primo maschio in una famiglia di tante femmine.
Il bambino, poi, è entusiasta dei suoi genitori: “Stravede per il papà – dice Roberta. E sarà forse un segno divino, ma gli assomiglia pure in modo impressionante, anche quando eravamo ancora in istituto, in Russia, continuavano a ripetercelo”.
Insomma, quella di Andrej, Roberta e Alessandro è stata proprio un’avventura bellissima: “Ci vuole pazienza, tutto sembra incerto e faticoso finché ci sei in mezzo – concludono mamma e papà –ma, come il parto, quando è finito, si dimentica tutto e resta la gioia!“.
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