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Adottare un bambino è mettersi dalla sua parte

Ancora prima di accogliere un figlio, dobbiamo restituirgli dignità e rispetto, riconoscergli valore come persona. Poi, una volta accolto, dobbiamo custodirlo e amarlo sempre e comunque

Al bambino abbandonato non servono genitori che gli gettano addosso i loro problemi, bensì genitori coraggiosi che sappiano “esaltare” la sfida a risolvere i suoi bisogni, senza vergognarsi di lui.
Adottare un bambino è mettersi dalla sua parte, mettersi nei suoi panni, non per pietà, non per compiere una buona azione, ma come dono di sé, libero e gratuito, accettandolo come figlio proprio, fino in fondo, per quello che è, anche qualora permangano qualità negative.
Dobbiamo essere orgogliosi di lui. Noi siamo soliti dire che ad un certo punto, per adottare, non si deve più ragio­nare, che l’adozione è un fatto di cuore e non di testa.
Occorre innamorarsi di nostro figlio, prima ancora di conoscerlo. Rendendolo soggetto meritevole d’amore, superiamo le differenze etniche e culturali e le inevitabili difficoltà, gli restituiamo dignità e rispetto, gli riconoscia­mo valore come persona e proprio perché persona, dob­biamo accoglierlo, custodirlo, difenderlo e amarlo comun­que e sempre.

(Carla Citterio)

 

 

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