Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Mamma, papà e fratello: quando l’adozione è un’operazione di famiglia

Adottato dalla Cina all’età di due anni, appena arrivato a casa Zili è diventato l’ombra del fratello maggiore. “Giocano, ridono e litigano insieme…” Come in una normale e splendida famiglia

Quando Zili è arrivato in Italia, insieme al gruppo più numeroso di famiglie mai partito per la Cina, era un piccolo bambino di 2 anni privo dell’avambraccio sinistro. Ma chi si aspettava che questo potesse essere un limite, si è dovuto ricredere in fretta: “Ogni tanto pensiamo che prima o poi ci distruggerà la casa!” – raccontavano mamma Elena e papà Marco – “Si arrampica ovunque”.
Però, oltre ad arrampicarsi, più che altro Zili seguiva ovunque, come un’ombra, il fratello maggiore: Matteo, 5 anni d’età all’epoca, e primo figlio della coppia: “Segue il fratello ovunque vada – confermano i genitori. È diventato quasi l’ombra di Matteo”.

Un approccio cauto… prima di scatenarsi

E pensare che finché che la famiglia è rimasta in Cina le cose andavano del tutto diversamente. Racconta Elena: “Zili non voleva proprio stare con il fratello, ma solo con noi, tanto che io e mio marito eravamo quasi più preoccupati di come potesse sentirsi Matteo che non per il nuovo arrivato. Fortunatamente, in Cina, eravamo un gruppo di famiglie con tanti bambini, e questo essere tutti insieme è stato fondamentale. I bambini giocavano tra loro e questo ha permesso di stemperare le eventuali tensioni”.
Poi, una volta arrivati a casa, le cose sono cambiate: “Ci avevano detto che di solito i fratelli maggiori fanno da ponte nelle adozioni, sono figure più rassicuranti rispetto agli adulti – dice Marco –:in questo caso Zili ha capito subito che il trono di casa era da condividere con qualcun altro!”
Matteo, da parte sua, è stato un fratello affettuoso e rassicurante fin da subito: anche prima della partenza, andava dalla mamma a dirle di non preoccuparsi, che se il fratellino avesse pianto, ci avrebbe pensato lui a consolarlo.
I due hanno iniziato subito a interagire come fratelli! “Giocando insieme, volendosi bene, essendo gelosi l’uno dell’altro… Come in qualsiasi famiglia”.
Ad assicurare l’equilibrio, hanno aiutato non poco anche i nonni: “Dosando bene le attenzioni con entrambi i fratelli”.

L’adozione: un Un sogno inseguito fin dal matrimonio

Per Marco e Elena l’adozione era un sogno già dal giorno del matrimonio: “Ci siamo subito incamminati su entrambe le strade: appena sposati cercavamo un figlio naturalmente ma al tempo stesso avevamo cominciato anche il percorso adottivo con i Servizi sociali del Veneto. Nel frattempo è arrivato Matteo”.
Dopo un paio d’anni la coppia ha presentato la domanda di adozione, cui ha fatto seguito il completamento della formazione, il decreto d’idoneità e il successivo abbinamento.
Il resto, come si dice, “è storia”! Una bellissima storia da non smettere mai di raccontare.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA

Lascia un commento