Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

La decisione di scegliere l’aiuto “all’altro mio figlio”, di difenderlo e custodirlo

Domenica 6 ottobre (XXVII domenica del Tempo Ordinario) Vilma e Sergio Barel (Gruppo famiglie Regione Friuli Venezia Giulia) commentano il passo del Vangelo secondo Marco (Mc 10,2-12)

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,2-12)

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Il commento di Vilma e Sergio

Il richiamo di Gesù all’unione indissolubile tra moglie e marito ci richiama al significato dell’amore.
Per Gesù l’amore è totale e morendo sulla croce per noi ci ha indicato la strada dell’amore infinito, sino alla morte, accettando i limiti dell’altro. In questo senso tutte le relazioni umane sono coinvolte, non solo il matrimonio. Tutte le relazioni sono chiamate a sperimentare la capacità di perdere se stesso per trovare un altro, a dare vita a un altro, per darsi all’altro senza limiti e in ogni situazione. Questo soprattutto quando non è facile amare l’altro.
Questo amore, se è vero, non può essere passeggero, provvisorio, che dura fino a quando ci conviene.
I bambini abbandonati sperimentano, invece, la rottura di questo amore e la loro inesauribile speranza di ritornare a essere figli è la tensione a ritrovare l’amore senza fine in una famiglia.
Noi genitori adottivi sperimentiamo il vero amore, senza i limiti di quello che conviene e quello che non conviene. Sperimentiamo l’amore infinito verso i nostri figli, gli altri nostri figli, quando anche noi ci perdiamo nel nome di Gesù ed entriamo nella logica dell’amore eterno, della dedizione e dell’impegno.
Il vero amore che nasce dalla decisione di scegliere l’amore all’altro come guida, di scegliere l’aiuto all’altro nostro figlio, di difenderlo e custodirlo.
Un amore che nasce dalla capacità di amare ed essere amati e che non potremo tradire.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA

Lascia un commento