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È vero che questi percorsi sono lunghi e faticosi, è vero che l’attesa è snervante… ma l’adozione è una cosa meravigliosa!

La vicenda, ammantata di gioia, dell’adozione di Francisca e Paula, arrivate dal Brasile per stravolgere, in meglio, la vita di Caterina e Gianluca. E del cane!

Gianluca e Caterina a Milano. Insieme al cane. Francisca e Paula in Brasile. Per anni, i percorsi di vita di queste quattro persone e un animale hanno seguito strade differenti, distante, sconosciute. Poi, quando si sono unite, proprio come due strade a un incrocio, tutto è cambiato. Per tutti.

L’arrivo della gioia vera

Ed è cambiato nel segno della gioia, come non smettono di ripetere mamma e papà: “Quando ci siamo incontrati, è scattata la chimica, ci siamo piaciuti subito, e nel modo più naturale abbiamo sentito che erano le nostre figlie!” – raccontano, riferendosi all’incontro con le due sorelle che, all’epoca, avevano 9 e 11 anni. Da lì è cominciata la rinascita, che ha stravolto, in meglio, la vita di tutti, incluso il cane: “Anche lui è felicissimo; non ha mai giocato tanto in vita sua!”
A raccontarlo quasi non ci si crede, specie pensando che i primi racconti di Francisca e Paula erano caratterizzata da anni di abbandono e difficoltà, e nonostante il primo contatto sia avvenuto in modalità virtuale, via Skype: “Sono state due ore di parole ininterrotte – racconta Gianluca, nonostante genitori e figli parlassero due lingue diverse. O meglio, un po’ di portoghese mamma e papà lo avevano imparato frequentando un corso, fattosi più intensivo all’avvicinarsi della partenza: “Devo ammettere che è servito molto per la coesione familiare. Sentiamo di poterlo consigliare a tutte le famiglie: le bambine si sentivano comprese e accolte, così tanto che… si sono impigrite sull’italiano!”
La famiglia ha trascorso due mesi in Brasile, iniziando, così, a crescere insieme. Ma anche una volta arrivati in Italia, la naturalezza delle relazioni vissute fin dagli inizi ha trovato conferme.

Il primo “difensore” delle bambine? Il cane

“A casa le bambine sono molto serene, con i nonni si comportano come se fossero sempre state con noi. Si sono fin da subito creati rapporti naturali con la famiglia allargata e le persone in generale. Il nostro lavoro, inizialmente, è stato di sanare tante paure, come quelle che sorgono quando si va in posti che possono far tornare in mente ricordi non felici dell’infanzia”.
Ma la marcia in più di Francisca e Paula è sempre stata la voglia di parlare, confidarsi, raccontare, cosa che ha permesso, attraverso il dialogo, di imparare a conoscere i loro problemi, le loro storie, ma anche i loro rapidissimi progressi.
I primi corsi di nuoto hanno facilitato l’inserimento in società con gli altri bambini, migliorando anche l’italiano; poi è arrivata la scuola e il rafforzamento delle relazioni con gli altri.
Quella con mamma e papà, invece, è sempre stata molto salda: “Il papà ha perso completamente la testa – dice ridendo Caterina – è innamorato perso! A me in compenso dicono di essere il sergente di ferro solo perché cerco di dare un po’ di regole!”.
Non per nulla, quando papà torna a casa dal lavoro è sempre una festa: “Gli saltano letteralmente addosso e lui non capisce più niente!” continua la mamma, felice. Ma quello che fa più feste di tutti è il cane: “Non solo – precisa la mamma: le difende a spada tratta. Un giorno ho sgridato Francisca e lui ha abbaiato contro di me!”
“Abbiamo scoperto, con l’adozione, un cammino stupendo – concludono i genitori. È vero che questi percorsi sono lunghi e faticosi, è vero che l’attesa è snervante… ma l’adozione è una cosa meravigliosa!”.

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