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Adozione Internazionale. “Le famiglie devono poter comprendere quanto sia bella l’accoglienza di questi bambini”

Silvia e Luigi, con i loro figli Matteo, adottato dal Brasile, e Lin, dalla Cina, sono l’esempio di un’accoglienza che, letteralmente, non conosce frontiere

Genitori caucasici, figlio maggiore afro-americano, figlio minore orientale. La famiglia di Silvia e Luigi, con i figli Matteo e Lin è il prototipo della multi etnicità, tanto che i medici dell’ospedale Gaslini, dove sono andati tempo fa per alcuni esami, hanno detto loro che possono “vantare i ceppi di tutte le razze”.

Una storia di amore e coraggio

La storia inizia in Toscana, dove i coniugi vivono e dove nasce in loro il desiderio di allargare la famiglia attraverso l’adozione. Il primo step li porta in Brasile, precisamente a San Paolo, dove nel 2011 incontrano Matteo, un bambino di allora 6 anni destinato a “tornare figlio” grazie all’amore di Silvia e Luigi: “È stato un iter adottivo un po’ complicato – racconta la mamma. Non avevamo alcuna informazione sul bambino, se non che ‘stava bene di salute’ e che a 3 anni e mezzo era entrato in istituto. Abbiamo incontrato un figlio combattivo e determinato, con un passato molto traumatico e ricordi che affioravano”. Certo, come genitori Matteo “ci ha messi alla prova, cercando però il nostro affetto e la nostra presenza”.

Dal Brasile alla Cina

Nonostante le normali difficoltà che si possono incontrare nel crescere un figlio, i genitori non si fermano e, anche qui non senza fatica, data la pressione e i messaggi scoraggianti dei servizi sociali che mamma Silvia ancora ricorda, i due partono per la Cina. Dirazione Xi’An, dove ad attenderli c’è Jonas Lin. Matteo ha 4 anni più del “nuovo arrivato”, ma il feeling tra i due scatta quasi immediatamente, con Lin che pochi giorni dopo l’incontro con la sua nuova famiglia presenta a tutti Matteo dicendo: “Questo è mio fratello!”.
“È stato bello– racconta papà Luigi – vedere come malgrado le naturali gelosie, questi bambini si siano subito riconosciuti come fratelli. Ora, con due adozioni portate a termine, possiamo constatare come siano diversi, proprio per le differenti origini: Matteo è più affettivo e fantasioso, Jonas Lin più introverso e riflessivo. Entrambi meravigliosi”.
Lin, dalla sua, ha anche una grande pazienza e resistenza al dolore nell’affrontare le operazioni necessarie a curare la malformazione della mano torta radiale all’arto destro. “Jonas Lin è sempre molto positivo – raccontano i genitori – e così come ha affrontato senza lamentarsi tutti gli interventi, dimostrando di avere una altissima soglia del dolore, anche adesso che la strada della rieducazione è lunga… va tutto benissimo!”.
Silvia e Luigi sono felici di aver condiviso la loro ricca storia di adozione: “Perché le famiglie devono poter comprendere, dalla nostra così come da altre testimonianze, quanto sia bella l’accoglienza di questi bambini”.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni a su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.

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