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Il cantiere famiglia

Una famiglia non si improvvisa, la si costruisce come una casa, mattone per mattone… sapendo che non è mai finita e deve sempre essere adattata ad accogliere ogni componente

Un minore si sente figlio senza bisogno di essere per­suasore. Un minore sente in certe circostanze in modo esaspera­to il diritto di avere un padre, una madre, una famiglia, dato che ha avuto i procreatori. Il suo equilibrio psico-affettivo, la normalità della sua crescita, della sua matura­zione, del suo comportamento, la riuscita del suo diventa­re uomo e donna, è in stretto rapporto con la paternità esercitata da qualcuno.
Un minore senza padre e senza madre è così fortemen­te e ostinatamente chiuso in se stesso da non capire e sen­tire difficile qualsiasi apertura all’amore di un altro, lui che nessuno ha amato fin dal suo concepimento.
Quando si dice che ogni intervento giurisdizionale deve essere finalizzato all’interesse del minore, si dice esatta­mente che la soluzione dell’abbandono minorile è solo la famiglia ossia una coppia uomo-donna disposta e prepara­ta ad esercitare la paternità e maternità.
Una famiglia così non si improvvisa; la si costruisce come una casa, mattone per mattone, con fatica e con la differenza che non è mai finita per essere sempre adatta ad accogliere ogni componente tenendo conto della conti­nua evoluzione delle persone e dell’ambiente. Per essere famiglia così, è quindi necessario progettare e praticare un itinerario educativo, vale a dire cercare insieme ad altre famiglie una formazione permanente.

(Don Carlo Grammatica)

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