Per un bambino abbandonato che vive in un orfanotrofio è più importante imparare a leggere e scrivere nella propria lingua e conoscere la propria cultura o poter vivere da figlio all’interno di una famiglia, ovunque essa sia?
Un bambino ha bisogno di più, ha diritto a crescere, a sviluppare le proprie capacità e ad avere un rapporto emotivo costante.
Un bambino abbandonato è un bambino perso, obbligato a indossare le vesti di un adulto quando egli è ancora piccino.
Che cosa è più importante per un bambino abbandonato, costretto a vivere in un orfanotrofio? Imparare a leggere e a scrivere nella propria lingua, mangiare cibi tradizionali, camminare sulla propria terra o avere vicino dei genitori, forse anche di un altro paese, che lo amino, gli permettano di essere bambino e lo incoraggino progressivamente a conoscere e a riscoprire le proprie radici?
Qual è l’interesse superiore: quello del bambino a crescere in una famiglia (diritto che dovrebbe essere garantito a tutti i bambini del mondo) o quello dell’etnia, della sua cultura, della nazione?
(Marco Griffini)
(Per approfondimenti sul tema della spiritualità dell’adozione vedi “… ma Dio tace”)
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