Padre Mario Colombo: “La missione di Ai.Bi. deve essere quella di riunire le persone di buona volontà che capiscono questo grande ideale di far vivere ogni bambino dignitosamente in una famiglia”
Vi scrivo da Gerusalemme. Sempre più lontano dall’amato Brasile, ma con tutti nel cuore.
Servire il Signore non è facile e amare i fratelli, fare del bene è ancora più difficile.
Il Signore ci sperimenta e attraverso le sue prove ci purifica, portandoci sulle sue vette per poterlo contemplare più da vicino e sentire il bisogno di Lui solo.
Nel cammino di perfezione, dobbiamo morire a noi stessi per rinascere, dimenticandoci per ritrovarci, ridiventare bambini per crescere un’altra volta con lo Spirito di Gesù e per essere adottati da Lui che ci ha riscattati con il suo sangue.
Anche la nostra opera con i minori è un’azione di riscatto che richiede pazienza, sacrificio, donazione totale di sé. È un’opera, poi, che è solo agli inizi in Brasile, in Italia, in Israele… Ovunque nel mondo.
La missione di Ai.Bi.: far vivere ogni bambino in una famiglia
Tutti i giorni leggo notizie tristi sui bambini: bambini uccisi in Iraq, bambini affamati in Africa, bambini picchiati e abbandonati ovunque.
Il nostro sogno è di ridare, attraverso la famiglia, dignità e rispetto, speranza e amore a quei piccoli che meritano come tutti un futuro e un presente migliore. Voi, cari amici, siete i migliori ambasciatori di questi ideali.
Fatevi portavoce dei diritti dei bambini presso le autorità, presso le pubbliche istituzioni, presso i vostri amici.
Incoraggiate, consigliate, appoggiatevi e sostenetevi a vicenda, tutto fate nel grande ideale di poter riunire un bambino con la sua famiglia. Ai.Bi. dovrà riunire le persone di buona volontà che sentono quest’amore per i bambini e capiscono questo ideale di far vivere ogni bambino dignitosamente in una famiglia.
Da Gerusalemme io prego perché l’Associazione sia in Italia, sia in Brasile, possa crescere riunendo molte persone, aiutando molti bambini e lavorando sempre nell’unità e nel rispetto reciproco.
(Padre Mario Colombo, Gerusalemme 1989)
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