Domenica 18 febbraio (I domenica di Quaresima). Vilma e Sergio Barel (Gruppo famiglie Regione Friuli Venezia Giulia) commentano il passo del Vangelo secondo Marco (Mc 1,12-15)
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,12-15)
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Il commento di Vilma e Sergio
Il vangelo che apre la Quaresima è molto asciutto e schietto. Ci presenta le due facce della nostra vita e della nostra fede.
La tentazione e le difficoltà quotidiane, grandi e piccole; il nostro destino e il senso del nostro essere uomini e donne. La solitudine, la tentazione, la sofferenza che in vari momenti della vita tutti noi sperimentiamo, che senso hanno? Perché dobbiamo viverle?
Qui Gesù ci dice che lo Spirito Santo lo ha sospinto, ma anche che gli angeli stavano con lui nel resistere a Satana.
Tutto ha un senso se abbiamo il coraggio, nelle difficoltà, di farci guidare da lui senza pregiudizi. Anzi, di più: soltanto guardando la direzione che Gesù e lo Spirito ci indicano possiamo superare le fasi come quella attuale in cui siamo disorientati dagli eventi personali e mondiali, dalle “mille guerre”, dalle violenze che ogni giorno riconosciamo.
I bambini abbandonati nel mondo, nel deserto della loro speranza infinita, guidati dallo Spirito e da un Dio che “non li dimentica, se anche la mamma li avesse dimenticati”, sono la rappresentazione di questo percorso quaresimale che pervade i loro cuori.
Inoltre, Gesù nella seconda parte ci proietta nel nostro futuro con un grande annuncio: “Il Regno di Dio è vicino” e, come con le tentazioni, è un Regno che va accolto, abbracciato; dobbiamo andarci incontro non attenderlo passivamente.
Quella speranza e quella forza che ci hanno aiutato nelle difficoltà devono essere la fiamma che accende i nostri cuori verso di lui. La conversione come volgere lo sguardo verso Dio, avere la sua luce come guida.
Il compito è quindi amare la giustizia e la libertà, oggi spesso negate, affinché le sofferenze che tanta parte dell’umanità subisce non siano inevitabili, ma superabili. Significa però pregare affinché il Regno di Dio si realizzi sulla terra e non solo nei cieli.
Ecco, allora, che dare ai bambini abbandonati la speranza di un futuro, accoglierli facendoli rinascere nella fede e nella vita proprio perché “accogliendo uno di loro accogliamo Dio”, è realizzare la volontà di Dio sulla terra, andare incontro al suo Regno credendo nel vangelo e nella salvezza in Lui.
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