La testimonianza di Orsola e Fabrizio, genitori di due bambini bulgari adottati già grandicelli. Un percorso di amore e di accoglienza non semplice, ma ricco di soddisfazioni e di conquiste da vivere giorno per giorno
“Nel mondo ci sono tanti bambini che attendono una famiglia. Per questo il ‘dono-adozione’ ci è apparso come il più naturale, tanto quanto un figlio biologico”. È racchiuso in queste parole ciò che ha spinto Orsola e Fabrizio a iniziare il loro percorso di adozione con Ai.Bi., prima attraverso i corsi di formazione e di preparazione, quindi con l’abbinamento a due bambini in Bulgaria. “Ammetto che ce li aspettavamo più piccoli – racconta Orsola – ma il caso ha voluto che ad attenderci fossero un bambino di 11 anni e sua sorella di 8”.
A raccontarla “da fuori” non appare certo una circostanza facile e si possono solo immaginare le domande e le naturali preoccupazioni di una coppia di fronte a una situazione di questo tipo, ma “da dentro”, i due genitori la raccontano in tutt’altro modo: “Senza tante parole, guardandoci negli occhi e stringendoci le mani, io e Fabrizio ci capimmo al volo: eravamo pronti per adottare”.
Fatiche e conquiste di ogni giorno
Così la famiglia, unita, è tornata in Sicilia, dove i bambini hanno cominciato il lento adattamento al nuovo contesto, accompagnati dall’amore di mamma e papà e potendo contare anche sul reciproco sostegno: “Ogni tanto li vedi che fanno ‘combutta’ tra loro – raccontano i genitori – Parlano in bulgaro, chissà che cosa si dicono!
Certo sono molto impegnativi! Ma abbiamo avuto la fortuna di accogliere due bambini molto affettuosi, cresciuti in un istituto dove, malgrado tutto, sono stati seguiti molto bene. Sappiamo di aver bisogno di tempo, per la scuola e la nuova realtà. Ma ce la faremo”.
Innegabilmente, per chi adotta bambini già così grandi, le difficoltà non mancano, ma altrettante, e ben maggiori, sono le soddisfazioni che ogni piccolo o grande progresso comporta. Ecco perché è davvero importante e profonda la riflessione con la quale mamma Orsola conclude il suo racconto: “Questi bambini devono uscire molto prima dagli istituti, non quando sono così grandi! Non è concepibile farli aspettare così tanti anni prima di avere una famiglia. Risparmieremmo loro sofferenze, solitudini, privazioni di amore”
Proprio sulle adozioni dalla Bulgaria, ci sono state ultimamente delle novità importanti, illustrate in questo articolo che riporta dell’incontro avvenuto tra il Vicepresidente della CAI Vincenzo Starita e una delegazione bulgara guidata dal vice ministro della giustizia
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