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Ascoltiamo la voce e le parole di Dio che non abbandona i suoi figli

Domenica 7 gennaio (Battesimo del Signore). Piera e Francesco Ferruccio (Gruppo famiglie, regione Abruzzo) commentano il passo del Vangelo secondo Marco (Mc 1,7-11)

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Il commento di Piera e Francesco

Poco più di una settimana fa abbiamo festeggiato la nascita di Gesù ed ecco che Lo ritroviamo già grande, pronto a farsi battezzare da Giovanni nel fiume Giordano. Non è un caso che l’evangelista Marco utilizzi la forma passiva “fu battezzato” quasi a sottolineare che Gesù con il suo battesimo si sottopone a un disegno divino, un sottomettersi alla volontà di Dio.
Gesù non avrebbe bisogno di battezzarsi eppure lo fa, si fa uno di noi, non vuole distinguersi. Ma proprio nel momento del battesimo, Gesù si manifesta nella sua grandezza: vede i cieli aprirsi e scendere lo Spirito Santo verso di Lui in forma di colomba.
Il Vangelo di Marco si apre con questa immagine “dei cieli aperti” che è un segno di vita, di apertura e poi ecco la voce che tutti odono: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.
Ecco, in questa immagine di un cielo aperto e di una voce che tutti odono proclamare “Tu sei il figlio mio prediletto”, vogliamo ascoltare la voce e le parole di Dio che non abbandona i suoi figli, specialmente quelli emarginati e abbandonati, ma come un’ombra è lì pronto a proteggerli con il suo Spirito.

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