Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Ed ecco è avvenuto, per tanti di noi, il miracolo della vita che rinasce  

Cristina e Fernando Carallo (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lecce, Regione Puglia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 2,22-40)  proposto dalla liturgia di domenica 31 dicembre 2023 (Festa della santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,22-40)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Il commento di Cristina e Fernando

In questo brano si racconta che dopo quaranta giorni dalla nascita di Gesù, la Vergine Maria e San Giuseppe portarono il Figlio a Gerusalemme per consacrarlo a Dio, come prescritto dalla legge ebraica. Quattro personaggi attirano la nostra attenzione, essi sono lì nel momento in cui fanno esperienza dell’incontro con il Signore.
I personaggi sono Maria, Giuseppe, Simone e Anna, rappresentano modelli di accoglienza e di donazione della propria vita a Dio.
Maria e Giuseppe si incamminano verso Gerusalemme e testimoniano il movimento. Simone, mosso dallo Spirito, si reca al Tempio, mentre Anna serve Dio giorno e notte.
In questo modo, i quattro protagonisti ci mostrano che la vita cristiana richiede dinamismo e disponibilità a camminare, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo. Il mondo ha bisogno di cristiani che si lasciano smuovere, che non si stancano di camminare per le strade della vita, per essere accoglienti recando a tutti la consolante parola di Gesù.
Tutto questo ci fa riflettere, pensando al nostro cammino di coppie, che all’inizio eravamo statici, chiusi nel nostro dolore per non poter dare una vita. Camminando con Madre Chiesa e pregando Gesù, lo Spirito Santo ha aperto il nostro cuore e dalla staticità abbiamo iniziato a muoverci comprendendo che quella vita si può dare accogliendo un bambino abbandonato che ha bisogno di una famiglia. Ed ecco è avvenuto, per tanti di noi, il miracolo della vita che rinasce.
I nostri figli hanno ritrovato l’amore che solo la famiglia sa dare, noi abbiamo compreso che amare significa non solo “dare”, ma accogliere e aprirsi agli altri perché in loro troviamo Gesù. Noi coppie adottive, vogliamo pregare che questo nuovo Anno, con l’aiuto di Gesù, possa dare ai tantissimi bambini abbandonati una famiglia nella quale trovare quell’amore che cura tutte le ferite.

Un felice Anno Nuovo a tutti.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA



Lascia un commento