Domenica 26 luglio (XVII domenica del Tempo Ordinario) Vilma e Sergio Barel (Gruppo Famiglie Ai.Bi. Regione Friuli Venezia Giulia) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-46)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».
Il commento di Vilma e Sergio
Un tesoro nel volto del bambino accolto
Il tesoro del Regno si trova spesso dove meno ce lo aspettiamo, nascosto da qualche parte della nostra esistenza che credevamo arida o già definita. Per noi genitori adottivi, questo tesoro è apparso nel volto di un bambino che non conoscevamo, una scoperta che ha proiettato una luce improvvisa e dirompente su tutta la nostra vita, abbiamo trovato nostro figlio. Non si è trattato di una ricerca programmata tra le tante opzioni del mondo, ma di un incontro che, nel momento stesso in cui è avvenuto, ha reso ogni altra cosa secondaria, spingendoci a riconoscere in quel figlio il valore per cui valeva la pena cambiare tutto.
Un gesto radicale
Questa scoperta ci ha chiesto un gesto di radicalità, il coraggio di vendere i nostri “averi” per acquistare quel campo. Adottare significa spogliarsi delle proprie certezze, dei ritmi consolidati, delle aspettative di una genitorialità biologica, per fare spazio a un’accoglienza totale. Come chi vende ogni cosa per il tesoro trovato, anche noi non abbiamo vissuto queste rinunce come un peso, ma con una gioia profonda, perché avevamo compreso che la ricchezza di quel legame superava di gran lunga il valore di qualsiasi cosa abbiamo lasciato andare.
Scoprire una perla
Il mondo, guardando i nostri figli, spesso si ferma al passato, alle ferite o all’abbandono, vedendo solo la “pietra scartata” che i costruttori hanno messo da parte. Eppure, nello spirito di Ai.Bi., noi abbiamo imparato a guardare oltre quella superficie, scoprendo la perla di grande valore. Abbiamo smesso di cercare altrove il senso della nostra paternità e maternità, perché in quel bambino abbiamo trovato la nostra perla, l’unica che dà senso a tutto il resto.
Far fiorire il campo
Comperare il campo non è la fine del percorso, ma l’inizio della cura. Una volta accolto quel tesoro, ci siamo impegnati a farlo fiorire, dedicando ogni nostra risorsa a coltivare quella vita che ci è stata affidata. La nostra casa è diventata il terreno fertile in cui la nostra “perla” può risplendere, protetta e amata. Ogni gesto quotidiano, dalla fatica del pianto alla gioia di una nuova fiducia, è la testimonianza che non abbiamo solo trovato un bene prezioso, ma abbiamo risposto a una chiamata che ha trasformato due esistenze – quella del figlio e la nostra – in una sola, unica e definitiva storia d’amore.
Vilma e Sergio Barel
(Gruppo Famiglie Ai.Bi. Regione Friuli Venezia Giulia)
(Gruppo Famiglie Ai.Bi. Regione Friuli Venezia Giulia)
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