Domenica 26 aprile (IV domenica di Pasqua) Renata e Giovanni Solfrizzi (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10)
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
Il commento di Renata e Giovanni
Rileggendo questo brano, proviamo a visualizzare la scena di questa similitudine che Gesù racconta ai suoi discepoli. Un recinto, probabilmente circondato e protetto da un muro; all’interno tante pecore, ma non di un unico pastore; quando il pastore si fa aprire il recinto dal guardiano, chiama le sue pecore per nome e loro riconoscono la sua voce e lo seguono. Ma se si presenta un estraneo o un ladro, che non passa per la porta ma scavalca il muro e vuole prendersi le pecore, quelle, non conoscendolo, non lo seguiranno.
Nella spiegazione ai discepoli, che come spesso accade non comprendono la parabola, Gesù si identifica come la “porta delle pecore”, un passaggio sicuro che garantisce la salvezza.
Mettiamoci per un momento nei panni delle pecore, chiuse nel recinto insieme a tante altre pecore diverse da noi: in tutto quel belare di qua e di là, sempre confuso, riusciamo a distinguere la voce di Gesù?
Siamo capaci di sentire che ci chiama per nome?
Perché Gesù ci chiama proprio per nome e non lo dimentica mai! Noi, invece, fragili come siamo, non sempre lo sentiamo, oppure lo confondiamo con i falsi pastori che ci propongono sentieri più semplici.
Il fatto che Gesù ci chiama per nome alimenta la nostra autostima, ci aiuta a farci sentire scelti, soprattutto nelle decisioni importanti ed è anche di insegnamento per noi, è un atteggiamento che possiamo imparare da Lui e a nostra volta insegnare.
Ad esempio, quando abbiamo scelto di accogliere nostra figlia dal Brasile, senza cambiarle il nome che aveva ricevuto alla nascita (ma soltanto aggiungendone un altro che in qualche modo rappresentasse la nostra esperienza).
Così Gesù ci ha chiamati per nome tutti e tre e ci ha condotto uniti per sempre nel suo grande gregge.
La scelta di diventare famiglia adottiva
La scelta di diventare famiglia attraverso l’adozione è sicuramente stata una nostra scelta, ma senza passare per la porta di Gesù non avremmo sentito il nostro nome chiamato da Lui insieme a quello di nostra figlia.
Se Gesù non cammina davanti a noi, la strada diventa più difficile e buia: avere sempre qualcuno che ti accompagna e illumina la via è sempre sicurezza di salvezza, è “vita in abbondanza”.
In conclusione, dobbiamo sempre trovare il coraggio di passare attraverso la Sua “porta”, quella dell’amore e della Croce, anche quando sembra che per noi non ci sia posto nel suo gregge, anche quando quella porta ci sembra troppo stretta, anche quando scavalcare il muro sembra una strada più semplice. Tendiamo l’orecchio e allarghiamo il cuore, ricaviamoci momenti di calma e contemplazione nelle frenetiche giornate che viviamo, in modo da poter ascoltare meglio e più profondamente la voce di Gesù che ci chiama.
Ti potrebbe interessare:
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.






