Giovedì 2 aprile (giovedì santo «cena del Signore») Piera e Francesco Ferruccio (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, Regione Abruzzo) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15)
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15)
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».
Il commento di Piera e Francesco
In questo passo del Vangelo Giovanni sottolinea l’Amore infinito che Gesù nutre per il prossimo.
Gesù ci ama nonostante tutto, nonostante siamo pronti a tradirlo. Gesù ci lava i piedi e non ha importanza se siamo Giuda.
E questa è la grandiosità dell’Amore di Dio, Amare nonostante tutto.
Gesù, poi, ci chiede di fare esattamente come ha fatto lui, di amare, di aiutare tutte quelle persone che incontriamo lungo il nostro cammino.
Qui, purtroppo, ci scontriamo con i nostri limiti umani o forse bisogna capire e dare il vero significato al verbo Amare.
Pensiamo ai nostri figli, a quello zaino pesante che hanno dietro le spalle. A volte si fa così pesante che barcollano fino a cadere e farsi male. Noi genitori siamo lì, pronti ad allungare una mano, li rialziamo e magari prendiamo il loro zaino, pensando che condividendo o meglio facendo nostri i loro pesi interiori, cureremo le loro ferite.
Poi lo vediamo nuovamente cadere, farsi ancora più male e siamo lì pronti ad allungare ancora una volta la mano, perché lo amiamo, è nostro figlio, ma ecco, guardandolo con gli occhi pieni di lacrime di chi ti starà sempre accanto senza farsi vedere, tiriamo indietro il braccio.
Anche questo è AMORE.
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