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Il Vangelo dell’Accoglienza. Avere fede nonostante non vi sia certezza che le nostre preghiere vengano esaudite

Domenica 19 ottobre (XXIX domenica del tempo ordinario) Laura e Fabio Bassi (Gruppo famiglie Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Il commento di Laura e Fabio

La parabola della vedova ci mostra l’importanza della preghiera e della perseveranza anche quando ci sembra che l’ostacolo innanzi a noi sia insormontabile o la richiesta inesaudibile.
Come affidatari preghiamo affinché i figli affidati possano vivere serenamente, preghiamo Dio affinché i giudici sappiano essere giusti e coerenti, che i servizi sociali non perdano mai di vista il bene del bambino e anche che le loro famiglie possano superare le loro fragilità o uscire dalla loro disperazione.
Non sempre le cose vanno come ci auguriamo e a volte subiamo l’agire altrui con impotenza. Ma mai smettiamo di sperare, mai di pregare. E proprio come la vedova del passo di Vangelo di Luca, insistiamo nel chiedere il Suo intervento perché solo Lui può laddove noi siamo impotenti.
E pur consapevoli che sia tanta la sofferenza sulla terra e che non siamo degni di ricevere la Sua misericordia più di altri, nel nostro piccolo continuiamo a pregare affinché i bambini e le bambine affidati, le creature tanto amate da Gesù, ricevano la Sua misericordia.
In questo brano del Vangelo ci viene anche chiesto di avere fede nonostante non vi sia certezza che le nostre preghiere vengano esaudite; a volte, anche la sofferenza e la delusione sono rivelazione di Dio che ci pone davanti a delle prove affinché da esse nascano cose grandi e sia fatta la Sua volontà.
A volte nel percorso di affido ci troviamo a sostenere prove faticose, ma non lasciamo che la fatica abbia la meglio su di noi.
Chiediamo al Signore di alleviarci le sofferenze, le fatiche e, laddove non sia possibile, di darci la forza per andare avanti uniti in quell’amore di sposi e di genitori che ci dà forza e consolazione.
La nostra fede ci sostiene, la preghiera ci rasserena. Tutto il resto è nelle mani di Dio… i nostri figli sono nelle mani di Dio: saprà Lui cosa farne.

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