Domenica 21 settembre (XXV domenica del tempo ordinario) Donatella e Stefano Mazzoli (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Bologna, Regione Emilia Romagna) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 16,10-13)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,10-13)
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
Il commento di Donatella e Stefano
Le parole di Luca, nella parabola dell’amministratore infedele, sembrano, a una prima lettura, lodare l’amministratore disonesto; tuttavia, se esaminiamo con attenzione gli ultimi versetti, ci accorgiamo che Gesù vuole metterci in guardia su come usare i nostri beni, invitandoci a fare una scelta nella nostra vita: tra onestà e disonestà. La ricchezza, infatti, può renderci egoisti e cinici, ma se la usiamo in modo corretto, secondo una logica di condivisione e solidarietà, può aiutare noi e i nostri fratelli.
Sant’Agostino diceva che, per mezzo delle ricchezze terrene, dobbiamo procurarci quelle vere ed eterne. L’unico modo per farlo è usare le nostre risorse in modo onesto e generoso. Cristo insegna ai discepoli il modo migliore di usare il denaro e i beni materiali: condividerli con i poveri per procurarsi la loro amicizia. La ricchezza, infatti, non è disonesta in sé, ma può chiudere l’uomo in un cieco egoismo, facendogli perdere di vista ciò che è essenziale.
È necessario usare i nostri beni in modo fedele al messaggio evangelico, distinguendo costantemente tra egoismo e altruismo. Come afferma il Vangelo di Luca, “Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro”. Gesù ci invita a scegliere tra il servizio a Dio e l’idolatria del denaro e del successo materiale.
Anche noi come famiglia dobbiamo scegliere se vivere solo per noi stessi o se fare il possibile per condividere le nostre risorse con gli altri.
L’amministratore infedele utilizza i beni materiali per assicurarsi un futuro, allo stesso modo noi famiglie adottive e affidatarie, con il percorso intrapreso, siamo chiamate a investire tutte le nostre risorse per rispondere a un bisogno di accoglienza. Questo ci chiede di mettere in gioco ogni aspetto della nostra vita: dalle forze spirituali dell’amore filiale alle risorse materiali, per orientarle verso un progetto che risponda al messaggio evangelico di condivisione fraterna.
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