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Il Vangelo dell’Accoglienza. Andare incontro ai nostri figli a mani vuote, ma con un cuore grande aperto all’ascolto

Domenica 6 luglio (XIV domenica del Tempo Ordinario) Piera e Francesco Ferruccio (comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, Regione Abruzzo) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 10,1-9)

Dal Vangelo secondo Matteo Luca (Lc 10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi chi lavori nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Il commento di Piera e Francesco

Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci ricorda che anche noi, figli di un Dio venuto in missione sulla terra, siamo missionari. Gesù non ci chiede di fare grandi opere o partire per chissà dove. No, ci chiede di uscire da noi stessi, dal nostro egoismo e aprirci al prossimo o, meglio, ci chiede di andare incontro agli altri.
Ciò che cambia è la modalità: “Li inviò a due a due”, non da soli, semplicemente perché da soli non si va da nessuna parte e peccheremmo di presunzione e onnipotenza. Nel lavoro, in famiglia, nel vivere in società c’è sempre bisogno di qualcuno che ci completi, qualcuno con il quale confrontarsi.
“Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”: Gesù non ci dice come cacciatori (saremmo dei conquistatori), né come lupi in mezzo ai lupi (scateneremmo una guerra! Se solo chi governa le nazioni leggesse questo passo del Vangelo!). No, Gesù ci manda come agnelli in mezzo ai lupi, ci manda senza armi e con il rischio di fallire!
Quanti fallimenti o, meglio, quanti errori nel corso della nostra vita! Ma il Signore non ci vuole perfetti. Vuole che, nella nostra quotidianità, affrontiamo la vita con le nostre debolezze e la consapevolezza che “Dio ci è vicino”.
Dio è con noi e lo possiamo riconoscere nel nostro fratello, nella nostra sorella, nei nostri figli e soprattutto nei nostri nemici: non serve relazionarci con loro con discorsi preparati o imponendo le nostre idee perché altrimenti negheremmo la presenza di Dio o, meglio, affermeremmo la nostra presunzione.
Eccoci, allora, andare incontro agli altri, nel nostro caso ai nostri figli, a mani vuote, senza pane, né sandali, né denaro, senza nulla di superfluo, ma con un cuore grande aperto all’ascolto e all’accoglienza.

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