Domenica 15 giugno (solennità della Santissima Trinità) Grazia e Massimo Ranuzzi (Comunità La Pietra Scartata, diocesi di Viterbo, Regione Lazio) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (16,12-15)
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,12-15)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Il commento di Grazia e Massimo
Che bella questa parola di Gesù. Lui non vuole caricarci di qualcosa di cui non possiamo portare il peso. Questo in effetti, se ci pensiamo, fa parte della vita. Ci sono consapevolezze, processi che richiedono tempo, a cui non si giunge da un giorno all’altro.
Questo è quello che è successo a noi nella nostra storia, quando per anni abbiamo desiderato un figlio sottoponendoci alle proposte di una medicina che, a oggi, riteniamo indecenti e pericolose per la salute, nonostante siamo due medici. Per anni ci siamo affidati alle attenzioni di colleghi perché volevamo un figlio a tutti i costi, a costo soprattutto della nostra salute e in particolare di Grazia, sulla quale venivano fatte terapie ormonali senza nessun monitoraggio (allora non esisteva ancora l’ecografia). Terapie che hanno portato sicuramente a una menopausa precoce e chissà se poi responsabili di malattie successive.
Poi, dopo tanti anni, arrivò lo Spirito della verità e ci fece l’annuncio: una mattina, un messaggero di Dio, (così oggi lo consideriamo), un sacerdote, ci chiese se avessimo mai pensato all’adozione di un bambino. Inizialmente rispondemmo di no. Poi, però, con il tempo cominciammo a pensare: “Perché no?”. Iniziammo allora il lungo percorso dell’adozione, difficile, impegnativo, perché dovevamo trovare le risposte ai nostri dubbi, alle nostre fragilità, risposte che abbiamo trovato grazie all’incontro con persone speciali, Irene e Marco in particolare e tutte le famiglie Ai.Bi.
Con loro, abbiamo condiviso la gioia grande dell’incontro con i nostri 3 figli, e successivamente condiviso la scoperta che Gesù ama tutto della nostra vita e nel nostro cammino: Lui ci vuole accompagnare rispettando i nostri tempi. Ci accompagna attraverso il suo Spirito, non ci lascia soli. La verità di cui Gesù parla è la verità su di lui, che illumina la verità della nostra vita personale.
Seguire il Signore e credere in lui significa conoscerlo sempre più intimamente. E questa relazione, che sappiamo essere d’Amore, riempie la nostra vita, illuminandola e dandole senso. Chiediamo al Signore che ci aiuti a fare sempre più luce nel nostro cuore, con quella verità che ci rende liberi.
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