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Il Vangelo dell’Accoglienza. Preghiamo che lo Spirito ci dia la fantasia di percorrere vie impreviste al sevizio dei bambini abbandonati

Domenica 1 giugno (solennità dell’Ascensione del Signore) Cristina e Paolo Pellini (comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 24,46-53)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Il commento di Cristina e Paolo

Gesù risorto, con le ferite alle mani, ai piedi e al costato, ricapitola ai discepoli quello che è successo circa 40 giorni prima quando, dopo la sua passione, è risuscitato dopo tre giorni dal regno dei morti.
Poi Gesù fa riferimento a ciò che succederà: saranno predicati a tutti i popoli del mondo, nel suo nome, la conversione e il perdono dei peccati.
Dio desidera che cambiamo vita, la rendiamo bella e vuole perdonarci dei nostri sbagli.
Oggi siamo ancora in questa fase predetta da Gesù. Il popolo di Dio, missionario, sta annunciando Gesù in tutto il mondo. I cristiani, nelle tre tradizioni postcalcedoniane dei cattolici, protestanti e ortodossi, sono oggi circa 2.060.000.000, su una popolazione mondiale di 8.062.000.000 persone. Circa un quarto degli abitanti del mondo, dunque, professano la fede in Cristo e nella Trinità. Ma, dice Gesù, quest’opera missionaria sarà possibile solo con l’aiuto decisivo dello Spirito Santo, che sarà mandato in misura copiosa nel giorno di Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua di Gesù. La festa di Pentecoste ebraica era la festa che celebrava il dono della Torah. Dio iscriverà una nuova Legge nei cuori dei discepoli, tramite lo Spirito Santo. Sarà la legge dell’amore e del dono di sé. Dopo questo annuncio dell’imminente discesa dello Spirito, Gesù, fuori da Gerusalemme, in direzione di Betania, scompare dalla loro vista. I discepoli si inginocchiano e poi vanno nel tempio di Gerusalemme a pregare, nell’attesa del Grande Dono. Nasce qui la consuetudine dei cristiani di pregare ininterrottamente il Consolatore per nove giorni (novena) in attesa della Pentecoste.
Questi fatti, che sono alla radice della nostra fede, ci spingono a riflettere che senza lo Spirito mandato da Gesù siamo un nulla. È lo Spirito che ci dà la forza e il coraggio di lottare per la giustizia, di pregare, di vivere in pienezza, che ci dà la capacità di distinguere il bene dal male.
Anche il nostro impegno di famiglie adottive e affidatarie, senza lo Spirito di Gesù nei nostri cuori, non potrebbe esserci. Come potremmo accogliere e dedicarci ai nostri figli e nipoti? Come potremmo aiutarli nei momenti di difficoltà? Come potremmo propagandare e far vedere il bello dell’accoglienza adottiva e affidataria?
Preghiamo il Padre e il Figlio che ci concedano il dono abbondante dello Spirito. Preghiamo che lo Spirito, Artista Creativo dai mille colori, ci dia la fantasia, l’originalità, la creatività di percorrere vie impreviste e imprevedibili al sevizio dei bambini abbandonati e in difficoltà. Amen.

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