La meditazione che accompagna la lettura credente del brano di Vangelo è solitamente curata da una coppia di coniugi. Con questo mese volentieri inauguriamo un nuovo orizzonte di servizio e di testimonianza; Silvana e Virgina, mamma e figlia adottive, propongono nel loro commento il senso di un inedito sguardo: “beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete”.
Nell’anagrafe del Signore nessuno è mai solo
a cura di Silvana e Virginia Salomoni
Dal vangelo secondo Luca (Lc 10,17-24)
I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome”. Egli disse: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”. In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”. E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l’udirono”.
COMMENTO
I bambini abbandonati camminano su serpenti e scorpioni nel deserto della solitudine; eppure, nonostante le ferite e il dolore, riescono ad avere fede, a sperare in un futuro d’amore per loro, a credere nell’arrivo di una mamma e un papà.
Una coppia sterile si sente tradita dal progetto della procreazione divina, tra demoni di paura e di sconforto; eppure non sa che questi si possono schiacciare con passi di accoglienza e di fede verso un cammino che rivelerà la verità dell’amore. Si rallegreranno nell’incontro con il bambino, capiranno che i loro nomi erano già scritti nei cieli: l’anagrafe del signore sorprende e ricolma i vuoti. Così nessuno è più solo.
“Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete” dove il vedere non è un esercizio dei sensi ma è un guardare, un voler capire con il cuore, attraversare la superficie della realtà con l’intenzione di cogliere la grazia del dono di una famiglia.
Così il bambino diventa figlio, la donna e l’uomo padre e madre. E tutto è gioia perché parte del processo di amore che Dio ha verso la sue creature.
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Preghiamo:
Nel 1° mistero
Preghiamo perché i bambini africani non vengano scoraggiati e possano incontrare presto la loro famiglia.
Nel 2° mistero
Preghiamo perché tutti i bambini del mondo abbiano una favola in cui credere.
Nel 3° mistero
Preghiamo per le mamme gravide di attesa che, pur non avendo visto ancora il volto del proprio figlio, trepidano di amore per lui.
Nel 4° mistero
Preghiamo perché i papà sappiano dipingere con colori e allegria la futura camera del bambino atteso.
Nel 5° mistero
Preghiamo per tutti gli altri, per gli amici e i parenti delle famiglie, per i compagni di scuola dei figli, per le persone che si incontreranno nel percorso della vita, che entreranno e usciranno, perché anche se non sempre comprendono, non rimangano indifferenti e possano lasciarsi interrogare l’anima.
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