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Il Rosario dei bambini abbandonati. Cambiare il proprio cuore per accogliere un bambino che rinasce figlio

Preghiera per le famiglie adottive e affidatarie. Nel primo sabato del mese di luglio 2026, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Maria Teresa e Sergio Bertoldo (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Torino, Regione Piemonte)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,14-17)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Il commento di Maria Teresa e Sergio

Il rischio di voler “riempire un vuoto”
In questo brano di Vangelo Gesù risponde a chi gli chiede perché i suoi discepoli non digiunano spiegando loro che gli invitati a nozze non possono digiunare finché lo sposo è con loro; poi aggiunge che non è bene mettere una toppa nuova su un vestito logoro o riempire di vino nuovo gli otri vecchi.
Ecco, nell’adozione si può correre il rischio di voler “riempire un vuoto” o di sperare che l’arrivo di un figlio possa sanare un’assenza.

Svuotarsi per diventare contenitori nuovi
L’adozione, invece, richiede lo svuotamento degli otri vecchi per farsi contenitori nuovi, flessibili e pronti ad accogliere un figlio che porta con sé la propria unicità, la propria fragilità, le proprie ferite: il vino nuovo!
Il cuore e la mente dei genitori adottivi devono cambiare forma, devono diventare l’orcio nuovo pronto ad accogliere e capace di permettere al figlio di crescere e guarire.

Integrare le ferite creando una veste nuova
Nell’adozione non si può riparare la ferita dell’abbandono fingendo che non sia successa, coprire o negare il passato del bambino diventa una toppa, mentre Gesù ci invita a creare una veste completamente nuova, ci invita a creare una nuova identità familiare che non rinneghi il passato del figlio, ma lo integri facendolo diventare un progetto di vita completamente diverso.

Una storia che ricomincia
Accogliere un figlio è dunque accettare che tutto diventi nuovo, è cambiare il nostro cuore per contenere il fermento a volte tumultuoso del vino nuovo in una storia che ricomincia.

Preghiamo

Nel primo Mistero della gioia, contempliamo l’annuncio dell’Angelo a Maria Vergine
Preghiamo affinché l’annuncio dell’arrivo di un figlio sappia trasformare il progetto di vita dei genitori in un nuovo percorso di rinascita.

Nel secondo Mistero della gioia, ricordiamo la visita di Maria santissima a santa Elisabetta
Preghiamo affinché le comunità civili e religiose sappiano rimanere accanto alle famiglie accoglienti per guidarle, sostenerle e incoraggiarle nel loro nuovo percorso

Nel terzo Mistero della gioia contempliamo la nascita di Gesù nella capanna di Betlemme
Preghiamo affinché nelle coppie nasca il desiderio di accoglienza e la consapevolezza che l’arrivo di un figlio li rende artefici del progetto di Dio

Nel quarto Mistero della gioia ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe
Preghiamo per i responsabili giuridici e amministrativi affinché provvedano a sostenere le famiglie che danno la loro disponibilità all’accoglienza

Nel quinto Mistero della gioia, ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio
Preghiamo per le famiglie che vivono con ansia e paura il periodo che precede l’incontro con i loro figli perché le loro paure si trasformino in certezza dell’amore che già li unisce a loro.

(Maria Teresa e Sergio Bertoldo sono membri della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Torino, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)

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