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L’abbandono in Dio

È un grande guadagno l’abbandono in Dio: stabilisce un rapporto di figliolanza piena, autentica; genera un atteggiamento di profonda libertà, senza confondersi con il quietismo e la pigrizia. Esprime la dimensione di una povertà, che non lascia vivere nel cuore sentimenti vani di egoismo, per affidarsi alle mani provvide di Colui che rivela la propria presenza salvifica sempre, nelle piccole o grandi cose del quotidiano.

 

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Il coraggio di un “sì”

L'adozione richiede il coraggio di andare oltre il pensiero comune, i pregiudizi, i commenti o l'idea che la famiglia passi solo da un legame biologico. Noi genitori abbiamo affrontato l'ignoto, come i nostri figli. La burocrazia, i tempi di attesa, la costruzione di un legame nuovo, lasciare una vita facile e tranquilla: serve coraggio per dire "sì"!

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La pace di Gesù

La pace di Gesù non è l’assenza dei problemi - le sue ferite sui piedi e sulle mani restano visibili -, ma è la capacità di affrontare le nostre paure con una luce nuova, è una pace che non cancella la sofferenza, ma la trasfigura in speranza.

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Sii il cambiamento del mondo che vuoi vedere

Noi non facciamo che rispecchiare il mondo. Tutte le tendenze presenti nel mondo esterno si ritrovano nel mondo del nostro corpo. Se potessimo cambiare noi stessi, cambierebbero anche le tendenze nel mondo. Quando un uomo cambia la propria natura, cambia anche l'atteggiamento del mondo nei suoi confronti. Questo è il supremo mistero divino. È una cosa meravigliosa e la fonte della nostra felicità. Non dobbiamo aspettare di vedere cosa fanno gli altri.

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La vita eterna

Non si tratta di un risultato che conseguiremo al termine della nostra esistenza terrena e che ci verrà in qualche modo consegnato come un premio meritato. La “vita eterna” è invece la misura piena, felice e indistruttibile di ogni nostro istante, che neppure la morte potrà poi rovinare.

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Lo sguardo di Gesù

I genitori adottivi sono chiamati allo sguardo di Gesù: non guardare al "perché" dell'abbandono, ma al "per chi" quel bambino è oggi. "Nostro figlio" non è un "caso clinico" o una vittima del destino, ma il luogo dove Dio compie il miracolo della rinascita familiare.

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Pentecoste

Nel cammino adottivo lo Spirito Santo ha compiuto in noi una vera e propria ri-creazione, soffiando sulla nostra disponibilità. Quel soffio divino è la forza che ci permette, ogni mattina, di rinnovare il nostro "sì" all'accoglienza, ricordandoci che la nostra fecondità è spirituale ed eterna.

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… mio fratello, mia sorella

Se vedo qualcuno che sta morendo, lo soccorro. Se trovo qualcuno affamato, gli do da mangiare. Ognuno può amare ed essere amato. Non guardo il colore della sua pelle, non guardo la sua religione. Non guardo niente. Ogni persona, che sia indù, musulmana o buddista, è mio fratello, mia sorella.

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Il grande dono di un figlio

Come per i ciechi del Vangelo, quando un bambino torna ad essere figlio, una famiglia non può tacere il grande dono ricevuto, perché il cuore è ricco di gioia e gratitudine da condividere con le persone che vivono accanto e da comunicare agli altri che si incontrano.

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La sua tomba era vuota

Ma perché ci spaventa tanto un sepolcro vuoto? C’è, in effetti, un sentimento di timore quando ci soffermiamo a riflettere sulla Risurrezione. Se veramente Gesù è risorto allora tutto quello che “ha detto” - la sua parola - è verità!

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Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

"A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: "Elì, Elì, lemà sabactàni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: "Costui chiama Elia". E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: "Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!". Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito"

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Il desiderio dell’Altro

"La vita biologica si umanizza solo passando attraverso il desiderio dell'Altro. Per rinascere una seconda volta, come Gesù invita a fare, è necessario il lievito del desiderio. È necessario l'incontro con il desiderio dell'altro." (Massimo Recalcati)  

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È NATALE

"È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. È Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli…

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L’Avvento

Nel tempo di Avvento svegliamoci dal sonno e chiediamoci: “sono consapevole di ciò che vivo, sono attento?. Cerco di riconoscere la presenza di Dio nelle situazioni quotidiane, oppure sono distratto e un po’ travolto dalle…

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