25 aprile 2021. IV domenica di Pasqua. Elisabetta Signorini e Vincenzo Broccoli della comunità “La Pietra Scartata” commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni 10,11-18
Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 11-18)
Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio.

Gesù, nei Vangeli, evoca più volte l’immagine del pastore e del gregge al pascolo. In questa parabola raffronta il buon pastore con quello mercenario. Il pastore mercenario è incentivato a questo mestiere solo perché pagato e con l’unico obiettivo della ricompensa per il lavoro. In verità non ama le pecore, non gli appartengono, non sono destinatarie del suo amore e non contano nulla per lui. Quando arriva il lupo, infatti, egli abbandona le pecore e fugge via: salva se stesso ma non le pecore a lui affidate!
Il buon pastore, invece, ama le sue pecore e darebbe la sua stessa vita per la loro salvezza. Trascorre la vita stando in mezzo al gregge, guidandolo, conducendolo ai pascoli migliori e proteggendolo dalle minacce.
Senza alcuna presunzione e blasfemia nel paragone, come non raffrontare questo concetto nella vita di tutti i giorni con l’accoglienza di un figlio “non nato da noi”?
Nell’accoglienza dell’adozione e dell’affido, infatti, non c’è interesse personale, nessun merito e ricompensa; non è una buona azione, è amore incondizionato verso un bambino/a che può finalmente rinascere figlio. E si è pronti a dare la propria vita per lui/lei come i genitori sanno bene.
Agli occhi del Signore siamo tutti indistintamente suoi figli, meritevoli di amore e affetto, attenzione e protezione.
Elisabetta Signorini e Vincenzo Broccoli
Comunità La Pietra Scartata
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.

