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Se avere un bambino è questione di algoritmo: ecco le nascite programmate al computer!

Un reality show inglese “abbina” persone che vogliono, semplicemente, fare un figlio. Senza complicazioni di “inutili” rapporti di coppia, né prima né dopo. La chiamano co-genitorialità platonica


A un potere così totalizzante dell’algoritmo, versione 4.0 del “grande fratello”, sicuramente nemmeno George Orwell ci sarebbe potuto arrivare. Ma dove non può la letteratura, arriva il reality show, che amarezza…. Per la precisione arriva Strangers Making Babies (sconosciuti che fanno bambini) in onda sull’inglese Channel 4.

Co-genitori platonici, abbinato solo tramite un algoritmo

La sintesi del format è presto detta: da una serie di potenziali candidati, l’algoritmo sovrano sceglie due soggetti da far conoscere, simpatizzare (ma non è così necessario) e unirli per procreare un bambino. Atto sessuale, fecondazione assistita o in vitro non fa molta differenza, tanto gli esperti in studio non mancano e, tolto l’impiccio di una relazione di coppia, tutto va via molto più facile.

Già, perché il programma che, come scrive Tempi, gli autori assicurano sia “tutt’altro che campato per aria”, punta sul messaggio che la cosiddetta co-genitorialità platonica possa creare un ambiente più stabile per lo stesso nascituro. D’altra parte quest’ultimo sarebbe il frutto di un accordo (non certo di un “rapporto”) consenziente, stipulato in stile contratto di compravendita nel pieno possesso delle proprie facoltà: niente amore, niente “sentimentalità” che più che intralci non crea, nessuna possibile conseguenza di dolori e incomprensioni per rotture che non ci potranno essere: semplicemente la condivisione di un “figlio”, previo accordo scritto e, naturalmente, reciproco scambio di check up medico a prova di malattie ereditabili.

Un algoritmo ci seppellirà

A leggerla così si potrebbe anche provare a sorriderci sopra, come fossimo davanti “semplicemente” all’ennesima provocazione di questi tempi strambi, ma in Gran Bretagna i fan della co-genitorialità non sono così sparuti. Tempi parla di 70 mila single (ben consolidati tra le comunità gay ma in aumento anche tra gli eterosessuali) che frequentano siti come Coparents.co.uk o PollenTree.com in attesa che l’algoritmo indichi loro il match giusto.
Molto altro non serve, se non il maledetto contrattempo di dover aspettare all’incirca nove mesi per la consegna.
Sempre che un qualche prossimo algoritmo non riesca ad accelerare i tempi.

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