La Camera dei deputati spagnola, con 202 voti a favore, 141 contrari e 2 astensioni, ha deciso che l’aiuto a morire non sia più da considerarsi reato, anzi sarà garantito dal servizio sanitario nazionale.

Quanto vale la vita di un uomo?
Per La cattolica Spagna, posta sulla bilancia, sembrerebbe pesare né più né meno della volontà di mettervi fine. Il Paese, infatti, solo poche settimane fa, è divenuto la quarta Nazione europea a legalizzare la pratica dell’eutanasia.
La Camera dei deputati spagnola, con 202 voti a favore, 141 contrari e 2 astensioni, ha così deciso che l’aiuto a morire non sia più da considerarsi reato, anzi sarà garantito dal servizio sanitario nazionale.
“La legge, che entrerà in vigore fra tre mesi, stabilisce che l’eutanasia (la morte indotta direttamente da un professionista sanitario) o il suicidio assistito (cioè il decesso autoindotto grazie ad un farmaco prescritto da un medico) potranno essere richiesti da persone affette da una malattia “grave e incurabile” o da una patologia “grave, cronica e disabilitante”, che provochino “una sofferenza insopportabile”. Sarà il sistema sanitario nazionale a offrire questa prestazione, a cui avrà diritto chi vive in Spagna da almeno 12 mesi” riporta l’Agenzia Ansa.
Accanto alle manifestazioni di approvazione, che hanno accolto la legalizzazione dell’eutanasia in Spagna presentandola come un gesto di ritrovata umanità e libertà, si sono sollevati anche cori di dissenso provenienti dal qualificato mondo della medicina.
Il presidente del Collegio dei Medici di Madrid, Manuel Martínez-Sellés, riporta sempre l’Ansa, ha dichiarato come, questa legge, vada contro l’essenza della medicina, chiedendo di favorire lo sviluppo di cure palliative.
“Un medico si augura che nessuno muoia. È nel suo Dna”, ha sottolineato invece Manuela Garcia Romero, vice presidente dell’ordine dei medici che, racconta l’Agi, non nasconde i suoi dubbi sull’attuazione della legge.
Di certo fa pensare come la scelta della Spagna arrivi in un momento così complesso, come quello dell’emergenza coronavirus, dove ogni sforzo compiuto dall’intera umanità è rivolto invece alla tutela della vita. Nessuno mette in dubbio le gravi sofferenze con cui alcune persone afflitte da gravi patologie facciano i conti ogni giorno e del forte dramma che vivano anche le loro famiglie. Ma la vita è un dono prezioso, e va preservata, sempre, comunque… con ogni mezzo…
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