19 marzo 2021. Solennità di San Giuseppe. Donatella e Stefano Mazzoli del Gruppo Famiglie Ai.Bi. Emilia Romagna, commentano il passo del Vangelo secondo Matteo 1,16.18-21.24a
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 1,16.18-21.24a)
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

Questo brano del Vangelo ci parla di San Giuseppe, lo sposo di Maria, il padre adottivo di Gesù.
Giuseppe è un uomo silenzioso, di cui non si sa molto, un “uomo giusto”, come lo definisce l’evangelista Matteo, non capisce cosa sta accadendo quando viene a sapere che Maria aspetta un figlio non suo, ma sceglie di non umiliarla pubblicamente, ponendo l’amore davanti alla legge del tempo, anche se inizialmente pensa di ripudiarla in segreto.
Poi, però, quando l’angelo del Signore lo avvisa in sogno dei progetti che Dio ha per lui, dicendogli che il figlio che sta per nascere è generato dallo Spirito Santo per la salvezza del mondo, allora Giuseppe lo ascolta e accoglie la sua volontà in modo pronto e generoso.
Non c’è esempio migliore che ci possa guidare nel nostro cammino di genitori adottivi, Giuseppe è un uomo semplice ma con una grande vita interiore, quando Dio lo sceglie per il suo progetto di salvezza, affidandogli suo figlio, si mette subito in gioco e inizia così una nuova vita, prendendosi liberamente il peso della responsabilità di crescere un figlio non suo, che sa bene essergli stato donato da Dio per un progetto di amore grande.
Giuseppe ha dei progetti diversi da quelli che Dio ha stabilito per lui ma decide di rendersi disponibile e si impegna a portare avanti il disegno di Dio facendolo suo
Giuseppe accetta di essere padre adottivo di Gesù, accompagnandolo e proteggendolo nell’infanzia e nella giovinezza.
Anche noi, come molte altre famiglie adottive abbiamo dovuto modificare i nostri progetti familiari: il nostro desiderio di genitorialità in un primo tempo era stato frenato dalla mancanza di figli naturali a causa della nostra sterilità, ma Dio aveva programmi diversi per noi e col tempo ci ha fatto maturare la scelta di diventare genitori tramite l’adozione, una scelta che ci ha portato a vivere un’esperienza di genitorialità diversa da quella biologica ma altrettanto meravigliosa.
Il compito di noi genitori è quello di assicurare ai nostri figli la nostra presenza, di custodirli, di proteggerli, di seguirli e di amarli incondizionatamente, senza imporgli le nostre idee o le nostre aspettative. Se prenderemo Giuseppe come guida e non ci lasceremo turbare dal dolore della sterilità, dalla solitudine di coppia che ne deriva, dalla paura della scelta adottiva e dalla fatica delle scelte educative, anche noi, come lui, nel silenzio della nostra vita porteremo a termine il progetto adottivo che un giorno ci è stato affidato.
Donatella e Stefano Mazzoli
Gruppo Famiglie Ai.Bi. Emilia Romagna
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


