Amoris Laetitia (1). L’8 dicembre scorso, papa Francesco ha proclamato anche l’anno speciale di San Giuseppe. Stiamo vivendo quindi un doppio “anno speciale” che mette al centro la famiglia e colui che, avendo accolto la Sacra Famiglia, è un modello per tutti i papà (e le mamme) di tutti i luoghi e di tutti i tempi
L’Inno alla Carità

Il 27 dicembre scorso, in occasione della festa della Sacra Famiglia, Papa Francesco ha proclamato l’Anno “Famiglia Amoris Laetitia” che inizierà il 19 marzo 2021, in occasione della festa di San Giuseppe, e si concluderà il 26 giugno 2022, con l’inizio dell’Incontro Mondiale delle Famiglie, che si svolgerà a Roma, a dieci anni esatti di distanza da quello di Milano del 2012.
L’8 dicembre scorso, festa dell’Immacolata Concezione di Maria, papa Francesco ha proclamato anche l’anno speciale di San Giuseppe. In quel giorno, infatti, ricorrevano i 150 anni dalla dichiarazione di San Giuseppe patrono della Chiesa, da parte del Beato Pio IX. L’anno speciale terminerà l’8 dicembre 2021, sempre in occasione della festa dell’Immacolata.
Stiamo vivendo quindi un doppio “anno speciale” che mette felicemente insieme, al centro, la famiglia e colui che, avendo saputo costudire la Sacra Famiglia, è un modello e un intercessore per tutti i papà (e tutte le mamme) di tutti i luoghi e di tutti i tempi.
San Giuseppe, padre adottivo di Gesù, è figura particolarmente cara alla comunità di famiglie de La Pietra Scartata, associazione di fedeli che custodisce il cuore, cioè i valori fondativi, dell’Associazione Amici dei Bambini, che ne è il braccio operativo nel mostrare a quanti sono o si sentono abbandonati il volto del Padre.
A cinque anni dalla pubblicazione di Amoris Laetitia, Papa Francesco ci invita a fare il punto: ci ha donato un piccolo vedemecum sull’amore coniugale e famigliare e ci esorta a non considerarci arrivati all’obiettivo ma a riconfrontarci con il testo, rimetterci in discussione e, se necessario, rimetterci in cammino.
Purtroppo, questa stupenda lettera apostolica è stata sottovalutata in molte sue parti, in particolare è stato dato quasi per scontato il capitolo quarto che contiene invece una saggezza concreta alla quale, forse, non eravamo abituati. Una sapienza legata necessariamente alla gioia e alla fatica quotidiana di ogni famiglia.
Papa Francesco apre il capitolo quarto, dedicato all’amore nel matrimonio, con un richiamo al famosissimo brano biblico, che nella tradizione cristiana viene chiamato “inno alla carità”. Con una catechesi famigliare formidabile, l’inno viene rapportato all’amore coniugale, cuore pulsante, energia e soffio vitale dell’amore famigliare e sociale.
Proveremo ad approfondire la lettura che il Papa propone della carità e delle sue caratteristiche attraverso 16 contributi, coprendo così l’intero anno dedicato dal Papa alla lettura, allo studio e all’approfondimento di Amoris Laetitia.
L’inno alla carità è contenuto nel XIII capitolo della prima lettera ai Corinzi. Questa lettera fu inviata da Paolo dall’Asia all’Europa; è una lettera intercontinentale che in effetti riguarda ogni persona, in ogni tempo e in ogni luogo tanto da essere il punto di partenza di Francesco nella sua lettera alle famiglie di tutto il mondo.
La fede cristiana, con l’opera di Paolo e degli altri discepoli si stava trasmettendo dal Medio Oriente asiatico, dove è nata, all’Europa, in Grecia, dove si sono costituite, tra molte difficoltà, le prime comunità cristiane europee. Siamo probabilmente nell’anno 57, Gesù è salito al Cielo da circa trent’anni e Paolo si trova a Efeso in Turchia, presso una delle comunità che seguiva. Da lì quindi invia una lettera a Corinto, in Grecia, dove viveva un’altra delle sue comunità che stava attraversando alcuni problemi e aveva bisogno di consigli, tanto che una delegazione di fedeli corinzi si era recata a Efeso da Paolo con una lettera di domande, a cui la lettera di Paolo cerca di dare risposta. È una lettera che sviluppa una teologia mirabile, con cui la Chiesa di tutti i tempi dovrà sempre confrontarsi e cui potrà sempre attingere. I temi trattati sono vari: la sapienza, l’eucaristia, la Chiesa, corpo di Cristo risorto e ricco di doni e di vitalità, e la vita dei cristiani risorti in Cristo. Da questa lettera papa Francesco attinge la parte in cui vengono descritte da Paolo le sublimi caratteristiche della carità in soli quattro versetti. Francesco nel suo documento esamina, una ad una, queste qualità sostanziali della carità dedicando ben 29 numeri di Amoris Laetitia ad esse, dal numero 91 al numero 119.
Non a caso la tradizione della Chiesa ha definito questi quattro eccelsi versetti “inno alla carità”; si tratta infatti di un vero e proprio canto, una poesia, che sgorga dal cuore paterno di Paolo.
Ma che cos’è la carità di cui ci parla Paolo?
La carità è l’amore che portiamo nel cuore come battezzati, amore che ci viene donato da Dio grazie alla morte e risurrezione di Gesù. È un dono dello Spirito Santo che ci viene trasmesso tramite il battesimo. Con questo dono diventiamo partecipi di quell’amore che unisce in un vincolo mirabile e misterioso le tre Persone che compongono la trinità divina: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La carità è quindi come un motore per la nostra vita che ci fa avere uno sguardo benevolo sulle persone che ci circondano e su tutti gli altri aspetti della nostra vita.
“Nella famiglia umana, radunata da Cristo, è restituita la “immagine e somiglianza” della Santissima Trinità (cfr Gen 1,26), mistero da cui scaturisce ogni vero amore. Da Cristo, attraverso la Chiesa, il matrimonio e la famiglia ricevono la grazia dello Spirito Santo, per testimoniare il Vangelo dell’amore di Dio” (AL 71).
Il nostro Pontefice vuole farci capire quanto sia importante la carità nella vita matrimoniale e famigliare iniziando dall’inno paolino. Sembra voler impostare un vero e proprio vangelo del matrimonio e della famiglia, inteso in senso etimologico, come la buona novella da donare al mondo, annunciando che la famiglia e a monte il rapporto tra un uomo e una donna che si costituisce nella coppia cristiana sono celestiali, se vissuti nella carità.
Al numero 89 che apre il quarto capitolo, il Papa sottolinea l’importanza della grazia del sacramento del matrimonio, come agente (nel senso che agisce) “volto a perfezionare l’amore dei coniugi”. Questa grazia del matrimonio e un’azione del tutto speciale dello Spirito Santo all’interno della coppia che consente loro di crescere costantemente nell’ amore reciproco, nonostante tutte le difficoltà che si possono incontrare nella vita matrimoniale. Si tratta quindi di un dono specialissimo che viene fatto a coloro che scelgono di unirsi per la vita in Cristo e che si aggiunge a tutti gli altri doni che sono elargiti agli sposi individualmente tramite il Battesimo, la Cresima, l’Eucaristia e la Confessione, l’invocazione personale allo Spirito Santo nella preghiera, la meditazione della Parola e tutte le altre fonti di cui è ricca la vita cristiana nella fede. Ogni sacramento contiene una grazia individuale, quello del matrimonio coinvolge la coppia che nel matrimonio diventa un uno.
La carità è dunque l’amore. Amore, una delle parole che forse nelle lingue di tutto il mondo viene più utilizzata, ma spesso anche a sproposito, tanto che il Papa afferma: “molte volte appare sfigurata”.
Il concentrarsi sul reale significato della parola amore è un antidoto all’uso smodato e fuori contesto di questa parola nel mondo contemporaneo. Amore ma unito alla fede perché, ci ricorda Francesco, “rimane valido che, anche «se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe» (1 Cor 13,2-3)“.
La lettura e la meditazione “pregata” dell’esortazione sono quindi, nella mente e nel cuore del nostro Padre Francesco, come “un’iniezione di ormoni della crescita” per gli sposi cristiani affinché possano vivere sempre meglio il loro matrimonio, il loro rapporto con i figli e possano anche aiutare altre famiglie a crescere.
Spirito Santo, ti invochiamo, fa sì che la lettura di Amoris Laetitia da parte degli sposi, di tutte le coppie, dei fidanzati accresca, consolidi e approfondisca l’amore all’interno delle coppie stesse. E che la crescita dell’amore si riverberi sui figli. Ti ringraziamo per averci dato il luminoso insegnamento del nostro Santo Padre Francesco. Amen.
(Anno Amoris Laetitia – 1)
Cristina e Paolo Pellini
Comunità La Pietra Scartata
Il nostro amore quotidiano
In occasione del quinto anniversario della pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, la Diocesi di Roma e il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, hanno organizzato, per il 19 marzo, Solennità di San Giuseppe, un evento dal titolo “Il nostro amore quotidiano”. L’evento sarà suddiviso in due incontri on-line aperti a tutti. Gli appuntamenti che si terranno alle ore 15 (nel quinto anniversario di Amoris Laetitia) e alle ore 16.30 (Approfondimenti teologici) saranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube dell’Istituto Giovanni Paolo II e sulle piattaforme dei tre enti promotori.
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