Webinar: “La scuola di e per la comunità”: la seconda lezione sulla “Laudato si’ attraverso l’arte, mercoledì 17 marzo alle ore 18.00.
Dopo la prima lezione sulla Laudato si, letta attraverso il cantico delle creature di San Francesco, l’arte di Escher e di Michelangelo Buonarroti e in attesa della seconda ed ultima lezione, che sarà tenuta sempre dal Prof. Luca Pasquale, il 17 marzo alle ore 18, sulla piattaforma zoom, vogliamo condividere con voi alcune riflessioni giunte da una mamma adottiva, partecipante al primo webinar, riguardanti il paradigma dell’economia circolare e l’adozione.
La prima parte della riflessione si concentra sull’importanza dell’economia circolare dal punto di vista ambientale, ma anche della sostenibilità sociale. Poi, nella seconda parte, il commento della mamma diviene più emotivo e personale, quando tocca il tema dei bambini abbandonati o in difficoltà familiare, “risorse di straordinaria sensibilità umana ed artistica” e del dono che essi rappresentano per le famiglie adottive ed affidatarie.

Il paradigma dell’economia circolare è pervasivo e indirizza la modalità con cui le aziende fanno business alla luce di nuove prospettive. La catena del valore viene rivalutata per trovare nuove opportunità di impresa. Si tratta di una visione sistemica in cui i diversi aspetti sono fortemente interconnessi tra loro: non solo sono messi in relazione gli aspetti collegati con l’impatto ambientale, come ad esempio l’inquinamento, i rifiuti, l’aumento della temperatura globale, la qualità dell’aria, la deforestazione e la distruzione della biodiversità, ma anche quelli legati all’efficienza dell’utilizzo delle risorse come il cibo e l’acqua, i consumi energetici.
Nell’economia circolare trovano spazio anche gli aspetti sociali strettamente legati al benessere umano, come un lavoro decente, retribuito equamente, la parità di genere e il diritto alla tutela della salute. Tutto è messo a fuoco in coerenza con gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 per le persone, il pianeta e la prosperità.
Il valore delle cose e il loro possibile riutilizzo: l’importanza di un design rigenerativo
Secondo la fondazione Elle Mac Arthur, la catena del valore si ricostituisce e si rigenera per design; è progettata per mantenere il valore dei prodotti il più a lungo possibile individuando in modo continuativo il possibile riutilizzo delle risorse al termine del ciclo di vita.
Già Baunghart e MCDonough (1987) avevano sottolineato l’importanza di un design rigenerativo che impiegasse materie prime naturali secondo una modalità “dalla culla alla culla”.
Secondo il modello “Resolve” di Elle Mac Arthur e McKinsey (2015), la chiusura del cerchio avviene non solo attraverso il maggior impiego di energie e materie prime rinnovabili, ma anche attraverso l’innovazione tecnologica e l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse, la condivisione dei beni materiali che, di fatto, teniamo a lungo inutilizzati e la digitalizzazione spinta per la creazione di servizi e nuove possibilità di impresa.
Nell’economia circolare non si parla, quindi, solo di rifiuti e di disaccoppiare i consumi di materie prime dal PIL, ma di uno sforzo creativo di prevenzione degli sprechi e di ottimizzazione delle risorse in cui è centrale la tutela dell’ambiente.
Secondo me questo paradigma non ha solamente un risvolto tecnologico e ambientale. Una riflessione più approfondita richiede di prendere in considerazione aspetti legati al sociale e a situazioni che vengono lasciate al margine.
È questo, ad esempio, il caso dei bambini abbandonati e dei ragazzi che vengono lasciati a lungo in un limbo giuridico nelle famiglie affidatarie.
Si tratta di risorse di straordinaria sensibilità umana ed artistica. Tra di loro troviamo atleti, medici, politici, cuochi. Si affermano in ogni campo della società. E se anche non avessero il “successo” che noi genitori speriamo per loro, comunque li amiamo più della nostra vita. Ci hanno resi genitori, ci hanno fatto crescere, migliorare, comprendere meglio tanti aspetti della vita, gioire per ogni piccola grande conquista.
Ci hanno dato tanta soddisfazione.
Ci hanno spinti ad approfondire la nostra fede.
Solo attraverso Gesù abbandonato sulla croce abbiamo compreso fino in fondo la disperazione del bambino abbandonato senza una mamma e un papà. Lo sappiamo bene noi genitori adottivi che siamo entrati negli istituti per prendere un figlio, possibilmente due, e ne abbiamo lasciati altri lì senza il sostegno di una famiglia. Ne abbiamo visti tanti venirci incontro ben sapendo che non avremmo mai potuto prenderli e portarli con noi. Sono ancora là.
Se ripenso a quello che ha passato mio figlio… li vedo che si addormentano piangendo, cullati dal pianto degli altri bambini. Alla ricerca di un contatto fisico. Abbracciati al loro calzino, che porta sempre e solo il loro odore perché sono soli con loro stessi.
Non c’è per loro il calore della mamma e del papà, il battito del cuore, il rifugio sotto le coperte dalla mamma. Non si può restare indifferenti!
Sappiamo bene che questi ragazzi sono davvero “la pietra scartata dai costruttori” che “è diventata testata d’angolo” delle nostre famiglie. “Questo è opera del Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi!” (Salmo 118, 22-23).
Per questo noi genitori adottivi di Ai.Bi. facciamo la nostra parte e dedichiamo il nostro tempo libero per far conoscere questa situazione, nella consapevolezza che il Signore comunque non abbandonerà questi ragazzi e gli farà in qualche modo misericordiosamente arrivare occasioni di vita e di speranza.
Per partecipare al webinar che si terrà mercoledì 17 marzo è possibile scrivere a valentina.tenedini@aibi.it –
L’incontro è gratuito e sarà realizzato sulla piattaforma Zoom.
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