Durante l’Angelus il Santo Padre ha rivolto una preghiera alla Siria nei 10 anni dall’inizio del conflitto. Un monito di speranza anche per chi, come Ai.Bi. da anni porta avanti progetti sul territorio grazie all’aiuto del Sostegno a Distanza

Immersi nei problemi quotidiani e nelle difficoltà della nostra vita, è facile dimenticarsi o, per le meno, “mettere tra parentesi” gli altri grandi problemi che affliggono il resto del mondo.
Ecco perché le parole di Papa Francesco pronunciate al termine dell’Angelus di domenica 14 marzo sono particolarmente importanti per ricordare a tutti che da ormai 10 anni in Siria si sta consumando uno dei peggiori drammi che la storia recente ricordi.
Il richiamo del Papa alla comunità Internazionale
Nell’anniversario della scoppio della guerra il Santo Padre ha richiamato la comunità internazionale a impegnarsi per “l’amata e martoriata Siria”, coinvolgendo tutte le parti in causa nella ricerca di un possibile stop ai combattimenti che possa aprire “uno squarcio di speranza per la popolazione stremata”, auspicando anche un “deciso e rinnovato impegno costruttivo e solidale … affinché si possa ricucire il tessuto sociale e avviare la ricostruzione e la ripresa economica”
Secondo i dati dell’Unicef riportati da Ansa, infatti, “il 90% dei minori siriani ha bisogno di assistenza umanitaria. Dal 2011 al 2020 più di 12 mila minori sono stati uccisi o feriti; più di 5.700 bambini, alcuni anche di 7 anni, sono stati reclutati nei combattimenti; più di 1.300 strutture sanitarie e scolastiche, con il relativo personale, sono state attaccate dalle parti in conflitto”.
Il lavoro di Ai.Bi in Siria
Ai.Bi ha fatto suo l’appello di un impegno in prima persona in Siria fin dal 2013, anno di avvio dei progetti portati avanti sul territorio con la collaborazione di alcuni partner locali. Lavorando in particolare nelle zone di Aleppo, Idlib, Homs e Rural Damasco, sono stati avviate numerose iniziative, come la formazione a più di 500 donne capofamiglia così da fornire loro assistenza tecnica e gli strumenti necessari per avviare piccoli orti famigliari. Recentemente sono state distribuite 480 pecore in 4 villaggi, assicurando in questo modo una possibilità di sostentamento.
Sono state create 9 unità mobili per attività ricreative e 3 spazi sicuri per il sostegno psicosociale ai bambini che vivono nelle zone assediate di Homs e Rural Damasco.
È stata avviata un’attività di formazione per 191 care givers/operatori sociali e per 4.500 donne sulla protezione dei minori e sulla violenza di genere
Sono state distribuite ceste alimentari contenenti patate, pane, lenticchie e riso a 1440 famiglie in fuga dalle zone bombardate di Idlib, e voucher per l’acquisto di beni di prima necessità a 280 famiglie costrette a lasciare le proprie case e trovare rifugio presso parenti e amici.
È stato aperto un forno che fornisce pane a oltre 4.000 famiglie rifugiate nei villaggi di Taftanaz, Sarmin e Binnish, qui sono state ostruite anche una ludoteca sotterranea, per garantire a 200 bambini il diritto al gioco protetto, e una sartoria, sempre sotterranea.
Sono state distribuite razioni alimentari pronte al consumo a 32.050 sfollati che hanno dovuto abbandonare Aleppo, spostandosi nella zona rurale al confine con la Turchia.
Tutti questi progetti, i cui numeri sono in continuo aggiornamento, sono possibili grazie al fondamentale apporto del Sostegno a distanza, a cui chiunque può contribuire.
Con 25 euro al mese, meno di un caffè al giorno, è possibile accompagnare i minori siriani e le loro famiglie nella costruzione di un futuro migliore.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.



