24 gennaio 2021. III domenica del Tempo Ordinario. Cristina Riccardi e Paolo Pellini della Comunità La Pietra Scartata, commentano il passo del Vangelo secondo Marco (1, 14-20).
Mc 1 14-20
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Gesù dice: “il tempo è compiuto”. Siamo nel tempo della redenzione. Dio è venuto tra noi e cammina sulle strade della Galilea. In questo modo Dio ha dato un senso diverso al tempo dell’uomo. Infatti viene stabilito un tempo prima della nascita di Gesù nel mondo come uomo, un tempo in cui Dio vive tra gli uomini e un tempo successivo alla Pentecoste, che è il tempo attuale, in cui gli uomini abitati dallo Spirito di Gesù cercano di anticipare sulla terra la venuta del Regno futuro. Ci sono poi anche due tempi futuri, che ci sono stati rivelati da Gesù stesso, il tempo del suo ritorno e il tempo successivo alla sua seconda venuta e al suo giudizio.
La risposta è si!
Gesù ha bisogno di collaboratori, in vista del tempo successivo alla Pentecoste, e li chiama tra i suoi corregionali, i Galilei. I primi chiamati sono due coppie di fratelli, figli di Giona e di Zebedeo. Sono uomini che lavorano con le loro mani per guadagnarsi il pane, sono pescatori. Sono persone comuni, non fanno parte delle elite politiche, religiose ed economiche della Palestina del tempo. Ciò è significativo: al loro posto potrebbe esserci uno qualunque di noi. Colpisce l’immediatezza della risposta positiva dei chiamati. Vengono raggiunti dalla loro vocazione non nel momento del riposo, ma mentre stanno lavorando, due fratelli gettavano le reti nel lago, gli altri due riparavano le reti dentro la barca a riva. Nonostante siano concentrati nel loro lavoro, bastano pochi attimi perché capiscano la profonda verità e l’unicità di quella chiamata. Capiscono subito di essere in un momento topico della loro vita. Chiamati da un rabbino il cui magnetismo irresistibile apriva loro inaspettati e immensi scenari di bene e li faceva sentire dei fortunati per avere avuto il privilegio della sua chiamata. La risposta è sì, non può essere che sì.
Ma chiamati a che cosa?
Gesù dice a “diventare pescatori di uomini”. I quattro capiranno col tempo il significato di queste parole. Spinti dal fuoco dello Spirito, disceso a Pentecoste, essi andranno ad evangelizzare il mondo. Lo stesso vangelo di Marco, da cui è tratta la pericope odierna, si conclude così, con riferimento agli apostoli: “allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme a loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano” (Mc.16, 20).
Gesù chiama anche oggi, ora, a essere pescatori di uomini, di bambini abbandonati negli istituti dei cinque continenti, bambini che in Italia vivono in comunità oppure in case dove purtroppo, per diverse ragioni, non possono essere aiutati a crescere, a diventare adulti. Spetta ad ognuno di noi, ora, decidere se rispondere positivamente, con coraggio, come fecero Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. Ci sono genitori adottivi e affidatari che hanno saputo dire il loro sì vivendo l’avventura, difficile e meravigliosa, di accogliere un bambino o un ragazzo, una bambina o una ragazza, nella loro casa. Hanno riconosciuto il momento topico della chiamata, spesso hanno lasciato sicurezze per seguire qualcosa che fino in fondo, in principio, non hanno capito.
Accogliere un figlio significa accogliere nella propria casa Gesù stesso
Ma c’è un momento del “tutto è compiuto” in cui un genitore capisce che accogliere un figlio, comunque arrivi, significa accogliere nella propria casa Gesù stesso.
Dopo il “tutto è compiuto”, arriva il tempo della Pentecoste, il tempo della testimonianza e del lavoro pesante, fedele dei discepoli. Dopo il “compimento” di un’accoglienza arriva il tempo della costruzione del Regno che non può esistere senza giustizia e non può esserci giustizia se un figlio cresce senza Padre.
Ti preghiamo, o Dio, Santa Trinità, suscita vocazioni all’affido e all’adozione tra le nostre mamme e i nostri papà, vocazioni di cui vediamo esserci tanto bisogno. La messe è molta e gli operai sono pochi. Sono decine di milioni i bambini abbandonati nel mondo e migliaia in Italia. Ti preghiamo, o Spirito Santo, di scendere nei cuori delle mostre mamme e dei nostri papà adottivi e affidatari perché abbiano la pazienza, il coraggio, la forza, l’intelligenza per educare e guidare bene i figli da loro accolti in adozione o loro affidati.
Cristina Riccardi e Paolo Pellini
Comunità La Pietra Scartata
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.



