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Noi, genitori adottivi, chiamati a raddrizzare i sentieri dei nostri figli

10 gennaio 2021. Battesimo del Signore. Donatella e Stefano Mazzoli della comunità La Pietra Scartata regione Emilia Romagna, commentano il passo del Vangelo secondo Marco 1,7-11

 Mc 1,7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

La liturgia di oggi ci ricorda il battesimo di Gesù per opera di Giovanni Battista e ci fa comprendere chi è Gesù e cosa significa avere ricevuto il battesimo.

Gesù si presenta in mezzo alla folla per essere battezzato, è uno fra i tanti presenti quel giorno, ma Giovanni Battista lo riconosce come “… colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i legacci dei suoi sandali”.

Il brano del Vangelo di Marco contiene la manifestazione della Trinità: lo Spirito Santo scende su Gesù sotto forma di colomba; il Padre parla al Figlio: “Tu sei il mio figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”; Gesù riceve ufficialmente l’investitura messianica e il battesimo inaugura la sua vita pubblica. Dio stesso rivela che Gesù è il suo Figlio venuto per manifestare l’amore del Padre per l’umanità.

Anche noi col battesimo siamo diventati figli di Dio tramite lo Spirito Santo, dobbiamo allora essere felici di avere un Padre che ci ama così tanto e porre questa “buona notizia” al centro della nostra vita. Il Battesimo ci chiama al dono di noi stessi e ci invita a mettere la nostra vita al servizio del prossimo.

Il dono di essere genitori attraverso l’adozione

Pensiamo ai nostri figli: tramite l’adozione noi abbiamo ricevuto il dono di essere genitori, abbiamo ricevuto la grazia di diventare famiglia accogliendo nella nostra casa un bambino abbandonato. Insieme ci completiamo, percorriamo una strada, non da soli ma in compagnia, come Gesù ci mettiamo uno di fianco all’altro, senza prevaricazioni, una strada dove ciascuno è capace di sciogliere i sandali dell’altro, dove nessuno, né padre né figlio, deve sottostare all’altro ma dove ciascuno può aiutare l’altro a vivere esprimendo in maniera totale la propria umanità. Senza illudersi che la strada sia spianata, anzi, come ci dice Giovanni Battista, siamo noi i chiamati a raddrizzare i sentieri, a riempire i burroni, ad abbassare le montagne e così le nostre vite insieme a quelle dei nostri figli vedranno la salvezza di Dio.

Donatella e Stefano Mazzoli

comunità La Pietra Scartata Emilia Romagna

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