3 gennaio 2021. II Domenica dopo Natale. Lisia e Antonio Gorgoglione, della comunità La Pietra Scartata regione Puglia, commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni 1,1-18.
Giovanni 1,1-18
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
“Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me”.
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
Il Prologo è la prima cosa che si vede aprendo il vangelo di Giovanni. Ma fu anche l’ultima ad essere scritta. È il riassunto finale, posto all’inizio. In esso, Giovanni descrive il cammino della Parola di Dio. E’ Gesù la luce che brilla nelle tenebre, nel senso che la sua venuta mostra come non vi sia nel mondo pienezza di senso, bensì il contrario, soprattutto quando ci si chiude alla rivelazione di Dio.
Accogliere la Luce
Questa venuta chiama però ad una decisione; non si può restare neutrali o indifferenti. Se non si accoglie la luce si diventa inevitabilmente tenebra.
Ebbene, anche noi, nella nostra esperienza adottiva, abbiamo dovuto prendere una decisione; aprirci alla chiamata di Dio – accogliendo la Luce – oppure restare fermi, indifferenti, impauriti, restando nelle tenebre. È una decisione che spetta soltanto a noi, tanto che è possibile anche il contrario, cioè non accogliere la Luce.
Giovanni ci dice che, a coloro che accolgono la Luce cioè a quelli che nella fede riconoscono Gesù come l’inviato da Dio – è data l’occasione di una relazione peculiare con Dio che Giovanni descrive nei termini di «figliolanza», immagine di un rapporto positivo, compiuto e unico con Lui. Questo «atto di fede» va inteso come il riconoscimento di Gesù quale unica fonte di senso autentico per la propria vita.
Gesù Abbandonato è presente come carne viva nei nostri figli abbandonati e poi accolti
Anche noi, aprendoci alla Luce, accogliendo Gesù nella nostra vita – per mezzo dell’accoglienza dei nostri bambini abbandonati – siamo stati adottati dal Padre in un rapporto di vera e propria “figliolanza” che ci ha aperto la bellezza di un rapporto unico con Dio Padre. Accogliendo Gesù Abbandonato – presente come carne viva nei nostri figli abbandonati e poi accolti – abbiamo compiuto un atto di Fede, abbiamo lasciato agire Dio in noi. Così abbiamo avuto la possibilità di una vita riconciliata, piena, colma di senso.
Non è stato facile aprire i nostri cuori al Padre ed accoglierlo come “carne viva” nelle nostre vite, fragili, precarie, impaurite. Gesù Bambino, però, assumendo la natura umana, nella sua radicale differenza rispetto a quella divina, con la sua fragilità, caducità, precarietà è stato Luce nelle nostre esistenze!
Con Lui, Dio non è più inaccessibile e invisibile. La «carne» che il Logos ha assunto, ha reso comprensibile il “discorso” di Dio.
Lisia e Antonio Gorgoglione
comunità La Pietra Scartata regione Puglia
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