Griffini (Ai.Bi.): “Non possiamo dimenticare in questa giornata un dramma che colpisce milioni di bambini, ma di cui nessuno -nemmeno la Chiesa- sembra prendere coscienza: i minori abbandonati”.
Si celebra oggi, domenica 15 novembre, la IV giornata mondiale dei poveri.
Un momento per “mantenere vivo il senso di attenzione e fraternità nei confronti delle persone più emarginate e disagiate” sottolinea l’arcivescovo Rino Fisichella, come riportato dall’Osservatore Romano.
Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, non è stato possibile organizzare né il presidio medico in Piazza San Pietro né il pranzo del Papa con 1500 poveri in Aula Paolo VI. Ma le iniziative a favore dei più fragili non sono comunque mancate.
Come i 5.000 pacchi di viveri distribuiti alle famiglie bisognose di 60 parrocchie romane o le 2,5 tonnellate di pasta destinate, da un noto pastificio italiano, ad alcune case famiglia ed associazioni caritative.
Alla Messa di oggi, presieduta da Papa Francesco, nella basilica vaticana, erano presenti solo 100 persone, in rappresentanza dei poveri di tutto il mondo. Il Santo Padre ha esortato tutti a tendere la mano al povero e a guardare verso chi ha maggiormente bisogno.
“Oggi, in questi tempi di incertezza e fragilità, non sprechiamo la vita pensando solo a noi stessi, con l’atteggiamento dell’indifferenza”, – ha sottolineato il Pontefice durante la celebrazione – “non illudiamoci dicendo: ‘C’è pace e sicurezza!’. San Paolo ci invita a guardare in faccia la realtà, a non lasciarci contagiare dall’indifferenza“.
Non dimentichiamoci dei bambini abbandonati. Loro sono i più poveri dei poveri.
Un’indifferenza che purtroppo tocca e colpisce in ogni parte del mondo sempre le persone più fragili e vulnerabili come i bambini e gli adolescenti abbandonati, costretti a vivere una vita senza l’amore di una mamma e di un papà.
“In questa giornata non possiamo dimenticarci di loro che sono i ‘poveri dei poveri’ – sottolinea Marco Griffini presidente di Ai.Bi. –Associazione Amici dei Bambini – i minori abbandonati sono testimoni di una povertà ancora più drammatica di quella economica, sono vittime innocenti della ‘povertà spirituale’, quella derivante dalla privazione dell’amore che solo una mamma e un papà sono in grado di donare. I minori soli sono ancora più ‘poveri dei poveri’ perché sono dimenticati, invisibili, sono ‘bambini del limbo’ – dichiara Griffini – nessuno sa realmente quanti siano. Nessuna agenzia internazionale, Unicef in testa, si è mai presa la briga di censire questa realtà. Il loro è un dramma di cui nessuno vuole prendere coscienza.
E quelli di loro che abbandonati e soli non riusciranno mai a conoscere il calore di una famiglia (i cd careleaver) sperimenteranno, loro malgrado, la più assoluta delle povertà, quella di non essere mai chiamati, nemmeno una volta nella vita ‘figlio’. In questa giornata – conclude il presidente di Ai.Bi. – rivolgo un appello , a nome di tutti i bambini abbandonati, alla Chiesa, affinché possa far conoscere un dramma che è diventato ormai, aggravato ancor di più da questa epidemia, la quarta emergenza umanitaria, che assieme alla malnutrizione, alle malattie e alla guerra, colpisce l’infanzia nel XXI secolo in ogni paese del mondo ”
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