Nella morsa del Coronavirus gli abitanti del “Nord del mondo” rischiano di dimenticarsi di chi sta peggio di loro
Presi nella morsa del Coronavirus, gli abitanti del “Nord del mondo” rischiano di dimenticarsi di chi sta peggio di loro. Di coloro per i quali il problema non è la limitazione delle libertà personali o quale supermercato scegliere per fare la spesa online, ma, magari, il trovare un modo per sopravvivere quotidianamente. Sul “Sud del mondo“, infatti, il Covid-19 ha impattato pesantemente dal punto di vista sociale. Chi, come molti dei bambini in difficoltà famigliare che sono ospitati dagli istituti di accoglienza, vive alla giornata, aiutando, quando può, la famiglia con lavoretti occasionali, con la serrata generale si è visto negare la possibilità alla sopravvivenza.
La situazione, naturalmente, non è rosea neanche per i bambini che, sempre negli istituti, sono in attesa di una Adozione a Distanza che li aiuti, pur in questa drammatica situazione, a disegnarsi un futuro. In questi casi, nel tempo dell’attesa, una Adozione a Distanza può essere fondamentale. Così, spiega Nicola Sajeva su Informazionecattolica.it, “i credenti dovrebbero sentire maggiormente l’urgenza di rimuovere dal loro cuore tutto ciò che inibisce all’altruismo di spiccare il volo, di liberare la fantasia per proporre soluzioni, di riconoscere in ogni uomo un fratello da amare. Non possono infatti eludere il primo e il più importante comandamento che parla di un amore senza frontiere, libero dalle pastoie della convenienza e del calcolo, deciso a non effettuare sconti, pronto infine ad evolvere naturalmente nella compassione e nella misericordia. Due parole queste ultime da molti lette come termini di un melenso pietismo considerato il piatto forte del bigotto ma che invece, risalendo al vero significato, esprimono un amore pronto alla vera, completa condivisione e decisamente proteso a mettere in cantiere tutte le soluzioni possibili. Condivisione e sinceri disinteressati gesti d’amore non creano distacco, posizione non egualitarie, dipendenza psicologica, lesione dell’altrui dignità personale. Nessuno è escluso dall’accedere a queste oasi di convivialità, nessuno è escluso dal vivere momenti di reciproca gratificazione che come pioggia benefica scendono nel cuore dell’uomo”.
Coronavirus e Adozione a Distanza: l’analisi
“Io mangio, tu mangi, egli mangia… – prosegue con una cruda analisi Sajeva – Rendere possibile questa coniugazione a tutte le latitudini, convivere con una coscienza che non ci rimprovera alcuna omissione, regalare speranza, costruire ponti dove possa transitare una capacità d’amare che non è solo patrimonio di quanti riescono a credere in un Dio creatore di ogni cosa, rappresenta per tutti una possibilità, una occasione di sentirsi protagonisti attivi e responsabili nel processo evolutivo della convivenza umana. Egli mangia? Stacchiamo e localizziamo nei contesti del nostro mondo di benessere la prima e la seconda persona e lasciamo che la terza persona rimanga a dibattersi nell’incertezza di ogni domanda. Rendere positiva o negativa la risposta dipende da noi, dipende dalla maturazione del nostro cristianesimo, dipende dalla crescita umanitaria del mondo laico”.
“L’iniziativa dell’Adozione a Distanza – conclude – non incontra alcuna barriera: trova risposta sia nel mondo intellettuale o facoltoso che nella famiglia dove la ricchezza dei valori soffia il tepore della serenità anche in situazioni economiche non proprio fiorenti; trova risposta all’interno delle aule scolastiche e nel bilancio della vecchietta che vive solo di pensione. Io mangio, tu mangi, egli mangia. Rendiamo possibile questa coniugazione in ogni angolo della terra, in ogni angolo di questo villaggio globale che ci rende tutti vicini, uno accanto all’altro”.
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