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Provare la durezza dell’attesa per sperimentare la gioia dell’incontro con il Bambino Abbandonato

8 novembre 2020. XXXII domenica del tempo ordinario. Cristina e Ferdinando Carallo, della Comunità La Pietra Scartata Puglia, commentano il passo del Vangelo secondo Matteo 25,1-13.

Matteo 25,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: “Ecco lo sposo, andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: “Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Ma le sagge risposero: “No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

In questa parabola delle dieci Vergini di Matteo, troviamo diversi significati importanti per la nostra fede. Le Vergini rappresentano i membri della Chiesa e lo sposo rappresenta Cristo. Nella Bibbia l’immagine del matrimonio viene usata per rappresentare la venuta del Signore. I matrimoni fra gli Ebrei prevedevano che fosse annunciato l’arrivo dello sposo alla casa della sposa, il matrimonio era di sera e le lampade facevano luce.

Noi non conosciamo il tempo della seconda venuta di Cristo, ma dobbiamo prepararci come se dovesse venire in qualsiasi momento.

Le lampade erano la luce che illuminava, anche noi dobbiamo portare la luce del Vangelo con noi. L’olio della parabola rappresenta la nostra fede, la nostra testimonianza e le buone opere.

 Le Vergini avvedute non potevano divedere il loro olio con le Vergini stolte perché l’olio della preparazione Spirituale non può essere condiviso.

 In questa domenica il Vangelo di Matteo ci fa riflettere sulla nostra fede

Noi famiglie adottive siamo come le Vergini avvedute e lungo il nostro percorso abbiamo cercato e provato a tenere accesa la lampada, cioè l’accoglienza, con l’olio che è la Carità.

Quella Carità che si è compiuta nell’accogliere i nostri figli e che ogni giorno manteniamo accesa alimentando quell’olio con gesti d’amore verso chi ha vissuto l’abbandono.

Ci sono invece, famiglie, che come le cinque Vergini stolte, non alimentano la lampada, cioè l’accoglienza, rimangono chiuse nei propri egoismi, paure e dubbi che le fanno sentire incerte nell’accogliere l’altro. Questo non permette a Dio di riconoscerle.

Le famiglie che vorrebbero adottare, ma non vogliono provare la durezza dell’attesa, la quale ci fa comprendere quanto desideriamo l’amato, non potranno sperimentare la gioia nel momento dell’incontro di Dio, nel nostro caso del bambino abbandonato.

Cristina e Ferdinando Carallo

Comunità La Pietra Scartata Puglia

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