Avvenire: “Non importa se abbia calcato o no questa terra, né per quanto tempo lo ha fatto: una persona, un figlio è stato concepito e da qual momento è vita. Sacra”.
Ha fatto grande scalpore nei giorni scorsi la notizia della presenza di un lotto, al cimitero Flaminio di Roma dove i bimbi mai nati hanno trovato, senza il consenso delle loro madri, la dignità di una sepoltura, ricordati da una piccola targa con scritto il nome della donna che li ha portati in grembo.
Il nome di chi ha preso la decisione di interrompere la gravidanza di un figlio, con tutto il carico di sofferenza che questa decisione comporta deve essere tutelato. Su questo siamo tutti d’accordo ed è corretto che il Garante della privacy abbia aperto un’inchiesta sull’accaduto.
Ciò che sgomenta, come racconta bene in un articolo sul quotidiano Avvenire, Antonella Mariani, è la freddezza con cui sono stati trattati, all’interno del dibattito i piccoli che non hanno avuto la possibilità di venire al mondo:
“In decine di articoli si ricostruisce ciò che prevede la legge italiana: se il feto è al di sotto delle 20 settimane di gestazione è considerato ‘rifiuto ospedaliero‘ da distruggere nell’inceneritore, a meno che i genitori ne richiedano la sepoltura. – scrive Antonella Mariani – Se invece è tra le 20 e le 28 settimane di gestazione (quindi si tratta di Ivg terapeutica) si tratta di ‘parti anatomiche riconoscibili’, come una gamba amputata, ed è obbligatoria la tumulazione, con o senza consenso dei genitori, a carico dell’azienda sanitaria o ospedaliera”.
La dignità di una vita
Rifiuto ospedaliero, parte anatomica… le parole hanno un peso e nessuno pensa a mostrare un po’ di tenerezza a quel bambino, tutti così concentrati ad indagare il perché della sepoltura, il perché della croce cattolica.
Nessuno che abbia concesso uno sguardo di pietà a quel bimbo che come racconta Avvenire: “Non importa se abbia calcato o no questa terra, né per quanto tempo lo ha fatto: una persona, un figlio è stato concepito e da qual momento è vita. Sacra”.
Una vita, la cui sepoltura è l’unico atto di considerazione che possiamo offrire a questo mondo. Un gesto di umanità, a voler riconoscere una dignità a quell’esserino che citando le parole della Mariani: “Sotto una croce non è più una «cosa» o (vengono i brividi a scriverlo) un «rifiuto», ma una creatura innocente che non ha potuto nascere, il più innocente di tutti. Uno di noi”.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


