28 giugno 2020. XIII Domenica del Tempo Ordinario. Paolo Pellini commenta il passo dal Vangelo di Matteo 10, 38-40 “…chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.(…)”
Dal Vangelo secondo Matteo 10, 38-40
“…chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”
Cosa vuole dire per una famiglia accogliente prendere la propria croce e seguire Gesù? Vuol dire farsi semplicemente carico di un bambino problematico? No. Vuole dire prendersi sulle proprie spalle la croce proprio di quel bambino che abbiamo accolto in affido, adozione o con un sostegno a distanza per portarla insieme al bambino stesso, perché il peso tremendo della croce non lo schiacci completamente, impedendogli di muoversi, di sperare, di crescere; perché il peso gravi anche su di noi, che siamo forse un po’ più robusti o che lo diventiamo accogliendo in dono il bambino stesso; per consentire al bambino di prendere fiato, spirito di vita, e poter camminare meglio, non senza cadute ma con qualcuno che lo possa sostenere.
Questo accogliere, questo abbracciare la croce, che noi adulti abbiamo posto sulle spalle di alcuni bambini, ci fa diventare autentici discepoli del Signore perché si tratta di una scelta consapevole, dettata dall’amore. Ma dobbiamo ricordarci, mentre portiamo la croce del bambino condividendo la fatica con il bambino stesso, di seguire Gesù. Mettendo i nostri piedi nelle impronte dei Suoi piedi possiamo sentirci sicuri e procedere sulla via della salvezza, mano nella mano con i nostri bambini, insieme, donandoci reciprocamente, perché “chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”.
Lui è umile e mite di cuore e non conosce la superbia. Preghiamo il Signore Gesù perché ci mantenga umili nella nostra accoglienza. E preghiamo la Santissima Trinità perché, nel corso del nostro discepolato troviamo qualcuno che, nella fatica, offra anche a noi e al bambino accolto un bicchiere di acqua fresca rinvigorente. Tu Gesù, che hai detto “chi accoglie voi accoglie me”, ti preghiamo, facci sentire accolti dai nostri fratelli che, accogliendo noi, piccoli discepoli, e i nostri bambini, possano accogliere Te.
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