Riprendiamo i temi affrontati da Papa Francesco in occasione dell’udienza generale del 24 Giugno u.s.. Quando la famiglia si divide e si svuota “dell’amore coniugale”, la disgregazione “frana” addosso ai figli, aveva detto Papa Francesco riflettendo “sulle ferite che si aprono” all’interno della convivenza familiare, quando – ha spiegato – nella famiglia “ci si fa del male”. Quindi ha esortato ad accompagnare le famiglie “in situazioni cosiddette irregolari” affinché “i bambini non diventino ostaggi del papà o della mamma”. Tentiamo però di approfondire la riflessione svolta da Santo Padre tenendo fisso lo sguardo sugli effetti della condizione di abbandono in cui milioni di bambini, loro malgrado, sono dapprima collocati e, poi, in tale situazione lasciati “sepolti”, come minatori in attesa di un abbraccio che possa liberarli e riportarli in superficie per rivedere la luce e respirare di nuovo.
Tutte le ferite della famiglia incidono sui figli
Se nella famiglia, “tutto è legato assieme”, ovvero quando la sua anima è ferita in qualche punto, “l’infezione contagia tutti”, occorre con Papa Francesco ricordare che “tutte le ferite e tutti gli abbandoni del papà e della mamma incidono nella carne viva dei figli”: riusciamo ad immaginare le ferite dei bambini che restano per anni in Istituto, senza una mamma e un papà?
Mortificazione dell’amore
Partendo dal passo del Vangelo di Matteo in cui Gesù ammonisce gli adulti a non scandalizzare i piccoli, il Pontefice ha svolto una riflessione sul fatto che “in nessuna storia famigliare mancano i momenti in cui l’intimità degli affetti più cari viene offesa dal comportamento dei suoi membri”. Si tratta di parole, azioni “e omissioni” che – sottolinea – “invece di esprimere amore, lo sottraggono o, peggio ancora, lo mortificano”: sappiamo quanto sia urgente e non solo importante che un bambino senza più una mamma e un papà possa ritrovare la sua identità filiale nuovamente accolto come figlio da un’altra famiglia disponibile ad accoglierlo. Quando l’ospitalità e l’assistenza si pongono in alternativa all’accoglienza adottiva e pensano di poter sostituire una famiglia, scorgiamo “parole, azioni e omissioni” che non esprimono il senso autentico dell’amore, ma lo nascondono e lo mortificano.
La disgregazione frana sui figli
Lo svuotamento dell’amore coniugale, ha affermato Francesco nell’Udienza, “diffonde risentimento nelle relazioni” e spesso “la disgregazione ‘frana’ addosso ai figli”. Nonostante la nostra “sensibilità apparentemente evoluta”, le nostre “raffinate analisi psicologiche”, il parlare “di disturbi comportamentali, di salute psichica, di benessere del bambino, di ansia dei genitori e dei figli”, il Papa si è chiesto “se non ci siamo anestetizzati” rispetto alle ferite dell’anima dei bambini: “Quanto più si cerca di compensare con regali e merendine, tanto più si perde il senso delle ferite – più dolorose e profonde – dell’anima”. Agli orfani e agli abbandonati, dobbiamo giustamente assicurare protezione, igiene, nutrizione, istruzione, gioco, ma evidentemente non possiamo non prenderci cura della ferita più profonda, aperta con l’assenza dell’abbraccio di una mamma e di un papà.
Scelte sbagliate pesano sui bambini
Papa Francesco ha invitato a soffermarsi sul “peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino”, il peso di “scelte sbagliate”. Dice Papa Francesco: “quando gli adulti perdono la testa, quando ognuno pensa a sé stesso solamente, quando papà e mamma si fanno del male, l’anima dei bambini soffre molto, prova un senso di disperazione. E sono ferite che lasciano il segno per tutta la vita”. Quali sarebbero dunque le scelte (politiche, culturali, economiche, …) che di fatto impediscono a migliaia di coniugi disponibili all’adozione di poter essere genitori per milioni di bambini abbandonati? Sono scelte che mentre agiscono sugli e tra gli adulti, pesano giorno dopo giorno sui bambini abbandonati: anche in loro la sofferenza e la tentazione della disperazione lasceranno il segno per tutta la loro vita, ma sono ferite che potrebbero essere curate e superate.
Di fronte a violenze e indifferenza, separazione inevitabile e … adozione necessaria
D’altra parte, nota il Papa, “ci sono casi in cui la separazione è inevitabile”: “A volte può diventare persino moralmente necessaria, quando appunto si tratta di sottrarre il coniuge più debole, o i figli piccoli, alle ferite più gravi causate dalla prepotenza e dalla violenza, dall’avvilimento e dallo sfruttamento, dall’estraneità e dall’indifferenza”. Occorre dunque sottrarre i figli in stato di abbandono alle ferite causate dall’assenza di una mamma e un papà non sostituibili e non surrogabili, a quelle prodotte da una permanenza in Istituto. Papa Francesco non fugge di fronte alle situazioni difficili e complesse: “Attorno a noi troviamo diverse famiglie in situazioni cosiddette irregolari – a me non piace questa parola – e ci poniamo molti interrogativi. Come aiutarle? Come accompagnarle? Come accompagnarle perché i bambini non diventino ostaggi del papà o della mamma?”. Ci permettiamo di assumere gli stessi quesiti svolgendoli a favore di quei bambini di certo già ostaggi di uno o entrambi i genitori, oppure di quelli, senza più genitori, ostaggi della burocrazia o di un’assistenza che preferisce occuparsene anziché operare affinché questi bambini possano, nell’adozione, ritrovare la propria dignità filiale nuovamente abbracciati da una mamma e un papà.
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