Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Il Rosario dei Bambini Abbandonati. Guardare i Figli con gli occhi di Gesù

Nel primo sabato del mese di settembre 2026, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Lisia e Antonio Gorgoglione (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, Regione Puglia)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,1-5)

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Il commento di Lisia e Antonio

Al servizio della persona e della vita

Nel brano del Vangelo, Gesù si trova davanti a una situazione apparentemente semplice: i suoi discepoli, affamati, raccolgono alcune spighe e le mangiano di sabato. I farisei vedono prima la trasgressione della regola, mentre Gesù vede prima il bisogno dell’uomo. Il suo insegnamento ci ricorda che la legge, le regole e le consuetudini hanno senso quando sono al servizio della persona e della vita, non quando diventano un ostacolo alla compassione e all’accoglienza. Anche l’accoglienza di un bambino abbandonato – che arriva da una storia diversa dalla nostra – significa guardare oltre ciò che è immediatamente visibile: oltre le difficoltà, oltre le paure, oltre le ferite, oltre ciò che non corrisponde alle aspettative.

Dalla regola alla relazione, dal giudizio alla comprensione, dalla paura all’accoglienza

Così come Gesù mette al centro i bisogni dei suoi discepoli, così noi genitori adottivi siamo chiamati ad occuparci dei bisogni dei nostri figli che ci chiedono di essere accolti, di essere riconosciuti come figli, di essere amati “per sempre”. Ma, molto spesso, le ferite dei nostri figli impediscono loro di esprimere i loto bisogni che, al contrario, si manifestano attraverso la rabbia, il rifiuto, la chiusura, la ricerca di attenzioni o la diffidenza. L’esperienza adottiva e affidataria richiede di passare dalla regola alla relazione, dal giudizio alla comprensione, dalla paura all’accoglienza. I nostri figli – indirettamente – ci chiedono di vivere “la regola” con una visione più ampia, meno restrittiva e ci chiedono di soffermarci su quale bene vogliamo custodire attraverso la “regola”. Proprio come ci insegna Gesù in questo passo del Vangelo! Gesù ci dice che ogni essere umano viene prima della norma, della regola. Prima di correggere i nostri figli Gesù ci chiede di comprenderli, prima di giudicarli di ascoltarli e giustificarli provando ad entrare nelle loro storie.

Guardare i nostri figli con lo sguardo di Gesù

Anche noi genitori adottivi sperimentiamo, ogni giorno, la fatica di non sentirci riconosciuti, la delusione che proviamo quando l’amore infinito che, quotidianamente, doniamo ai nostri figli, non sembra essere accolto. Il Vangelo, però, ci invita a non lasciarsi imprigionare dalle “regole”, dalle aspettative! L’Amore che Gesù ci insegna non consiste nel dare per ricevere, secondo le nostre “regole”, ma nel rimanere vicini ai nostri figli ed aspettare, con pazienza e fede, che quell’Amore sbocci e produca frutto.
Gesù, nella nostra esperienza adottiva e affidataria, ci chiede di imparare a guardare i nostri figli abbandonati con gli occhi stessi di Gesù, mettendo “il bambino abbandonato” davanti ad ogni schema, ad ogni “regola” e lasciando che l’Amore diventi la misura delle nostre scelte.

Preghiamo

Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.
Preghiamo affinché il Signore ci conceda la grazia di essere miti e umili di cuore come i nostri piccoli tra i più piccoli.

Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.
Preghiamo affinché ogni coppia, di fronte alla tentazione di abbandonare il Bambino Abbandonato, invochi la grazia e la misericordia di Dio riconoscendosi bisognosa del Suo aiuto.

Nel terzo mistero gaudioso ricordiamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.
Preghiamo per tutti i bambini abbandonati affinché con la loro Fede ci mostrino la strada verso il Regno di Dio.

Nel quarto mistero gaudioso ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.
Preghiamo per tutti i Bambini Abbandonati affinché non cadano nella tentazione di credere che, con l’abbandono, tutto è finito, tutto si conclude, ma, al contrario, nell’esperienza di accoglienza, trovino in mamma e papà l’amore misericordioso di Dio.

Nel quinto mistero gaudioso ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio.
Preghiamo per noi tutti “Amici dei Bambini”, perché possiamo restare fermi nella nostra Fede e, con lo spirito che anima i bambini, possiamo continuare a lavorare affinché ogni bambino abbandonato incontri mamma e papà.

(Lisia e Antonio Gorgoglione sono membri della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA